Vacanze in tempo di crisi? Parenti e amici per dormire e pochi hotel

La crisi, purtroppo, non è ancora completamente finita ma gli italiani non sono certo pronti a rinunciare alle vacanze. La quotidianità è già sufficientemente stressante e senza una pausa che dia la carica per ricominciare,  la vita diventa un concentrato di doveri. Sì, dunque, alle vacanze ma magari risparmiando rispetto alla solita formula volo più hotel all-inclusive.

Sempre più spesso, negli ultimi tempi, chi ha bisogno di una pausa decide di andare a trovare parenti e amici che magari abitano in una bella località di mare o di montagna. Gli alloggi privati sono scelti soprattutto durante le vacanze, specie se lunghe (59,1% dei viaggi e 65,5% delle notti) (Prospetti 14 e 15).

Tra gli alloggi privati – svela un’indagine dell’Istat – le abitazioni di parenti e amici si confermano la tipologia più utilizzata per le vacanze (35,3% dei viaggi e 40,1% dei pernottamenti). Seguono le vacanze presso alloggi in affitto (15,2%), in aumento rispetto al 2016 (+31,2%). Infine, le vacanze presso abitazioni di proprietà quasi dimezzano la propria quota (5,4% da 9,2%), a causa del forte calo dei soggiorni brevi di vacanza in questo tipo di alloggio (3,4% da 9,5%).

vacanze tempo di crisiSe il gruppo è numeroso sempre più spesso si opta per l’auto così da ridurre ulteriormente i costi. Questo, almeno, è quanto emerge dalla statistica in questione che riguarda le abitudini degli italiani nell’arco dell’anno 2017.

Sempre meno coloro che si rivolgono alle agenzie o a tour operator e questo, ormai, è un trend che si acuisce anno dopo anno. Tutto avviene perlopiù su internet con un conseguenze risparmio in termini di costo, come ad esempio su optatravel.com, dove potete trovare molti codici sconto da utilizzare. E se proprio non si può dormire da parenti e amici si sceglie quasi sempre la formula dell’appartamento o dell’alloggio privato.

Nel 2017 – spiega l’Istat al proposito – gli alloggi privati si confermano la sistemazione prevalente (54,3% dei viaggi e 62,3% dei pernottamenti), soprattutto in occasione dei soggiorni trascorsi in Italia (57,8% dei viaggi e 66,3% delle notti) (Prospetti 13 e 14). Fuori dai confini, invece, si preferisce alloggiare in strutture ricettive collettive (60,9% dei viaggi), anche se gli alloggi privati rappresentano una quota rilevante soprattutto in termini di pernottamenti (49,6%). Ciò è dovuto principalmente agli stili di viaggio dei residenti con cittadinanza straniera, i quali prediligono, nella quasi totalità degli spostamenti all’estero, gli alloggi privati alle strutture ricettive collettive.

Questa tendenza, che caratterizza in linea di massima l’italiano medio, è più spiccata nel centro Italia dove anche il tenore di vita è più basso e dove le famiglie sono più numerose.

I viaggi in alloggi privati – aggiunge l’Istat – rappresentano la maggioranza dei viaggi in ogni area del Paese, ma nel Mezzogiorno costituiscono quasi i due terzi (65,1%). Si scelgono le strutture ricettive collettive soprattutto al Nord (46,3%) e al Centro (43,4%). In particolare, i viaggi in albergo sono più diffusi al Nord (39,5%), mentre nel Mezzogiorno meno di un viaggio su quattro si effettua in una struttura alberghiera.

Non è escluso che con la ripresa dell’economia le abitudini degli italiani possano nuovamente mutare. Del resto, nonostante la minore disponibilità economica, cresce il desiderio degli italiani di scoprire il mondo e di godersi la vita. Responsabile di questo mutato desiderio sono i social, internet e le offerte low cost che invogliano a partire anche con un budget ristretto.

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