Nell’approssimazione newtoniana, per due masse M e m separate da una distanza r, si scrive:
U(r) = −GMm/r
Questa formula presuppone la scelta U(∞) = 0. Poiché a ogni distanza finita il rapporto GMm/r è positivo, il segno meno rende l’energia potenziale negativa. Ma perché avvicinare le masse deve far diminuire il suo valore?
Lo zero dell’energia è una scelta di riferimento
L’energia potenziale è definita a meno di una costante: si può aggiungere lo stesso valore a tutte le configurazioni senza cambiare le conseguenze fisiche. Se si definisse una nuova funzione U′(r) = U(r) + C, la differenza tra due posizioni rimarrebbe infatti identica:
ΔU′ = U′f − U′i = ΔU
La scelta dell’infinito come livello zero è particolarmente utile nel modello gravitazionale perché l’interazione tende a scomparire quando la distanza tra le masse cresce senza limite. Lo zero rappresenta quindi due masse idealmente separate; tutte le configurazioni a distanza finita si trovano al di sotto di quel livello.
Negativo, in questo contesto, non significa inesistente, impossibile o contrario alle leggi fisiche. Significa soltanto che il valore è inferiore al riferimento prescelto. Spostando lo zero, il numero assegnato a U potrebbe cambiare segno, mentre le differenze di energia resterebbero le stesse.
Avvicinamento, lavoro e diminuzione di U
Quando le masse si avvicinano, r diminuisce. Il termine GMm/r aumenta e, a causa del segno meno, U diventa più negativa. Se invece le masse si allontanano, l’energia potenziale aumenta e si avvicina a zero dal basso.
Il nesso con il lavoro chiarisce il meccanismo:
ΔU = −Wgravità
Durante un avvicinamento la forza gravitazionale compie lavoro positivo, quindi l’energia potenziale diminuisce. In un moto ideale, parte di questa diminuzione può tradursi in aumento dell’energia cinetica. Durante l’allontanamento accade il contrario: la gravità compie lavoro negativo e l’energia potenziale cresce.
Consideriamo ora la separazione completa. Per portare lentamente le masse dalla distanza r fino all’infinito, evitando una variazione finale dell’energia cinetica, un agente esterno deve fornire il lavoro:
U(∞) − U(r) = 0 − (−GMm/r) = GMm/r
Il valore negativo misura dunque quanto la configurazione a distanza finita si trovi sotto il livello delle masse separate. Occorre fornire energia per raggiungere lo zero all’infinito: è questo il legame tra segno negativo e sistema gravitazionalmente legato.
L’energia appartiene al sistema di masse
È comune parlare dell’energia potenziale di una pietra che cade, ma in senso rigoroso l’energia appartiene al sistema formato dalle masse che interagiscono, per esempio Terra e pietra. La formula contiene infatti entrambe le masse e la loro distanza reciproca.
Questa precisazione evita anche di confondere grandezze diverse. L’energia potenziale gravitazionale U non è il potenziale gravitazionale per unità di massa e non coincide con l’energia cinetica. Inoltre, il suo segno non va trasferito automaticamente all’energia meccanica totale, nella quale compare anche il contributo cinetico.
Perché vicino alla Terra si usa mgh
L’espressione U = mgh sembra spesso produrre valori positivi, ma il confronto con −GMm/r è possibile soltanto dichiarando sia l’approssimazione sia lo zero adottato.
mgh si usa per spostamenti abbastanza piccoli da poter considerare g praticamente costante. Di solito si sceglie inoltre un livello locale con h = 0: il pavimento, il suolo o un’altra quota conveniente. Sopra quel livello, mgh risulta positivo; sotto, può risultare negativo.
La formula generale con zero all’infinito assegna invece un valore negativo anche a un corpo sulla superficie terrestre. Non c’è contraddizione: le due espressioni adottano livelli zero diversi, e mgh è un’approssimazione locale. Quando si confrontano correttamente due altezze, entrambe descrivono la stessa variazione di energia nel rispettivo campo di validità.
Il segno va letto insieme al riferimento
Il numero assegnato all’energia potenziale dipende dal punto scelto come zero; la variazione tra due configurazioni determina invece il lavoro scambiato. Con lo zero all’infinito, una coppia di masse a distanza finita possiede energia potenziale negativa perché si trova a un livello inferiore rispetto alla configurazione completamente separata. Prima di interpretare il segno di U, bisogna quindi chiedere dove sia stato posto lo zero.
Fonti
- OpenStax, University Physics Volume 1, 13.3 Gravitational Potential Energy and Total Energy.
- YouMath, Espressione generale dell’energia potenziale gravitazionale.
