Uno stagno può essere descritto partendo dal luogo: l’acqua, il fondale, il suolo circostante, l’atmosfera e le condizioni fisiche e chimiche presenti. In questo caso l’attenzione è rivolta soprattutto all’ambiente in cui gli organismi vivono.
La descrizione cambia quando nello stagno si considerano anche piante, animali e batteri, distinguendo gli organismi dalle componenti non viventi e osservando le loro interazioni. Il luogo fisico è lo stesso, ma ora viene esaminato come un ecosistema.
La differenza nel significato ecologico
Nel confronto ecologico, l’ambiente indica il contesto formato dalle condizioni e dai fattori fisici e chimici che circondano i viventi. L’ecosistema comprende quel contesto, gli organismi che lo abitano e le relazioni reciproche che si sviluppano nello spazio considerato.
La definizione di ecosistema raccolta da ISPRA include infatti esseri viventi, ambiente, condizioni chimico-fisiche e interazioni in uno spazio delimitato. Ambiente ed ecosistema, quindi, non sono due elementi contrapposti: il primo è una componente del secondo.
La domanda cambia di conseguenza. Parlare di ambiente significa chiedersi quali condizioni caratterizzino un luogo. Parlare di ecosistema significa domandarsi anche quali organismi siano presenti e come le componenti viventi e non viventi siano collegate.
Fattori abiotici, organismi e relazioni
Le componenti non viventi
Acqua, suolo e atmosfera sono fattori abiotici, cioè componenti non viventi. Le condizioni fisiche e chimiche associate a questi elementi formano il contesto nel quale può insediarsi una comunità biologica. Una descrizione limitata a tali condizioni resta centrata sull’ambiente.
Le componenti viventi
Piante, animali e batteri sono invece fattori biotici. La distinzione tra biotico e abiotico, illustrata anche nelle risorse scientifico-didattiche della Michigan State University Extension, permette di separare gli organismi dal contesto non vivente senza trattarli come sistemi indipendenti.
L’insieme delle popolazioni che abitano un’area costituisce la comunità biologica. Ma neppure l’elenco degli organismi, preso da solo, coincide con l’intero ecosistema: occorre considerare come le popolazioni interagiscono tra loro e con i parametri abiotici. Nel descrivere questa componente, valutare la biodiversità marina oltre il conteggio delle specie offre un caso concreto di osservazione che non si ferma a un semplice inventario.
Le interazioni rendono riconoscibile il sistema
Il passaggio decisivo avviene quando componenti biotiche e abiotiche vengono considerate insieme. L’analisi non registra soltanto che nello stagno esistono acqua, suolo, piante, animali e batteri: esamina quali organismi interagiscono, da quali condizioni dipendono e come entrano in relazione con il contesto fisico e chimico.
È questa rete di rapporti a trasformare una descrizione del luogo in una descrizione ecosistemica. Un elenco di elementi, per quanto accurato, non mostra ancora il funzionamento d’insieme se non chiarisce i collegamenti fra essi.
Lo stagno come ambiente e come ecosistema
Considerato come ambiente, lo stagno viene descritto attraverso l’acqua, il fondale, l’atmosfera e le rispettive condizioni fisiche e chimiche. Questa prospettiva serve a definire il contesto disponibile per la vita.
Considerato come ecosistema, lo stagno comprende anche la comunità biologica: piante, animali, batteri e gli altri organismi presenti. La descrizione segue poi le interazioni interne alla comunità e quelle tra organismi e componenti abiotiche. Non si aggiunge semplicemente un secondo elenco al primo; si ricostruiscono i rapporti che tengono insieme le diverse componenti.
Per questo l’ecosistema non coincide con il solo spazio geografico. Indicare il perimetro dello stagno permette di stabilire quale area si sta osservando, ma non basta a descrivere il sistema: entro quel perimetro devono essere considerate anche la comunità vivente e le interazioni reciproche.
Ambiente, ecosistema e habitat non sono sinonimi
Un’ulteriore distinzione riguarda l’habitat. Questo termine descrive le condizioni fisiche e chimiche dell’area in cui vive una determinata specie. Il riferimento a una specie è quindi essenziale: si parla del suo ambiente di vita, non dell’insieme completo di organismi, fattori abiotici e relazioni presenti nell’area.
L’ecosistema ha un fuoco diverso, perché comprende la comunità biologica nel suo insieme e le sue interazioni con le componenti non viventi. Nello stesso stagno si può dunque studiare l’habitat di una determinata specie oppure l’ecosistema formato dalle diverse componenti presenti.
Come scegliere il termine corretto
Ambiente è la parola adatta quando la frase descrive soprattutto il contesto e le sue condizioni: per esempio, le caratteristiche fisiche e chimiche dello stagno in cui vivono determinati organismi.
Ecosistema è il termine appropriato quando il discorso comprende fattori abiotici, comunità biologica e rapporti reciproci. L’oggetto non è più soltanto il luogo, ma il sistema formato dalle sue componenti collegate.
Habitat serve invece quando le condizioni dell’area sono considerate in rapporto a una specie precisa.
Il criterio più affidabile resta la presenza delle interazioni: se si descrivono soltanto il luogo e le sue condizioni, si sta parlando dell’ambiente; se si includono anche gli organismi e i rapporti che li collegano tra loro e alle componenti non viventi, si sta descrivendo un ecosistema.
