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Biotech in ribasso
Le azioni biotec hanno all'orizzonte un futuro in netto ribasso; non lo dicono gli ambientalisti ma la Deutsche Bank. Intanto in Italia due catene di distribuzione del calibro di Esselunga e Coop decidono di escludere dai loro prodotti di marchio alimenti geneticamente modificati, d'accordo con Coldiretti e Confagricoltura.
Che il settore agroalimentare italiano non possa trarre valore dall'introduzione di ogm sono consapevoli in molti, compreso oggi il Ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro. Che si tratti di una delle questioni cruciali del millennio alle porte è convinto il Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi, che sulla delega al Governo di recepire la direttiva europea sulla brevettabilità ha espresso in luglio l'unico voto contrario, chiedendo un più approfondito dibattito, anche in parlamento.
Ai dubbi e alle domande sui rischi delle biotecnologie, a cui Verde Ambiente dedica ormai da qualche anno ampio spazio, si aggiunge anche la denuncia di frode: Verdi ambiente e società (Vas), insieme a parlamentari Verdi e Democratici, sostiene che sette dei nove alimenti transgenici autorizzati dall'Unione europea a essere commercializzati sarebbero fuorilegge. Tre tipi di olio di colza e quattro varietà di mais biotecnologici sarebbero infatti in vendita non grazie alla prescritta autorizzazione ma soltanto attraverso una semplice notifica, in deroga ai regolamenti comunitari.
Intanto nascono fragole-pesce, barbabietole-carciofo, pane sempre fresco, e via dicendo.
Senza voler evocare i "geni del male", consapevoli che la scienza ha fatto e può fare tanto per la salute e la cura delle malattie, siamo fermamente convinti che in campo agroalimentare occorra servire meno gli interessi economici di pochi e dimostrare almeno un po' di rigore e saggezza, applicando intanto quel principio precauzionale anche in Europa tanto predicato, ma non molto praticato, in primo luogo proprio dall'Unione europea.