Greenpeace, Crocevia e Verdi Ambiente e Società (VAS) giudicano molto deludente la
decisone della Corte Europea di Giustizia di Strasburgo di respingere il ricorso
presentato dall'Olanda, sostenuto da Norvegia ed Italia, contro la Direttiva Europea che
concede la brevettabilità degli organismi viventi (Direttiva 98/44).
Le associazioni ritengono particolarmente inquietante
che il merito del giudizio della Corte comprenda la necessità di "... rimuovere gli
ostacoli giuridici allo sviluppo delle attività nel campo dell'ingegneria genetica",
come si legge nel comunicato ufficiale.
"Questa è la dimostrazione di quanto abbiamo finora sostenuto denunciando il
carattere prevalentemente commerciale delle applicazioni dell'ingegneria genetica
soprattutto in campo agroalimentare" dichirano Greenpeace, VAS e Crocevia.
Le associazioni ricordano però che oltre ai profitti derivanti dalle piante transgeniche,
le multinazionali del settore speculano anche su possibili strumenti diagnostici per gravi
malattie dell'uomo. La scorsa settimana fu addirittura il Parlamento Europeo ad avviare
un'azione giuridica contro la concessione in Europa di due brevetti su due geni umani,
"sentinelle" del tumore alla mammella (BrCA1 e BrCA2) e di
"proprietà" della statunitense della Myriad Gentics.
In pratica, qualsiasi laboratorio, ora anche europeo,
faccia ricorso all'uso di questi due geni per la diagnosi precoce del tumore alla mammella
dovrà pagare i diritti brevettuali all'azienda americana. "
Sono decine gli esempi che dimostrano come la concessione dei brevetti con queste regole
favorisca le aziende biotech e penalizzi tanto la ricerca che la profilassi pubblica"
.
Roma, 9 Ottobre 2001