| Con la fine dell'estate cala il sipario
sugli incendi! VAS: Prevenire ora i rischi per il 2002 I dati degli incendi a fine agosto Dal 19 al 31 agosto 2001, in soli 12 giorni, ben 8878 ettari di territorio sono andati in fumo. I dati forniti dal Ministero delle Politiche Agricole danno 61.484 ettari di superficie di territorio bruciata da gennaio al 31 agosto 2001 e sono 8.185 gli incendi scoppiati in tutta Italia nello stesso periodo. Se è vero che rispetto alla stessa data del 2000 abbiamo avuto una diminuzione degli ettari andati in fumo (103.433 ha. nel 2000), dobbiamo rilevare che nel 1999 il dato era simile (64.958 ha). Questo sta a significare il dato fisiologico che ad una estate con un forte incremento di territorio bruciato corrisponde, quasi sempre l'anno seguente, una diminuzione. A queste cifre dovrebbero comunque essere aggiunti gli incendi scoppiati soprattutto nelle grandi città dove c'è stato l'intervento dei soli Vigili del Fuoco. Stefano Zuppello, Coordinatore della Campagna Nazionale "Preveniamo gli Incendi", ha dichiarato: "I dati che sono stati divulgati dal Ministero delle Politiche Agricole non possono certo rallegrarci. Anche quest'anno, una porzione importante del nostro territorio e patrimonio ambientale è andato in fumo ed è di nuovo fallita l'opera di prevenzione. La regione più colpita è stata la Sardegna con 15.163 ettari andati in fumo e ben 2.160 incendi, seguono la Calabria con 10.544 ha e 2.097 incendi, la Sicilia con 8.426 ha e 362 incendi, la Puglia con 5.607 ha e 463 incendi, il Lazio con 5.063 ha e 542 incendi. Quasi immuni da questa "calamità" estiva sono le regioni della Valle D'Aosta (11 ha), il Trentino A.A. (9 ha), il Friuli V.G. (24 ha). Come si può ben notare sono sempre le stesse regioni ad avere ogni estate il proprio territorio devastato dagli incendi! Segno evidente di una mancata politica di prevenzione, da attuare durante tutto l'anno, che favorisce quella vera "industria dell'incendio" fatta di voli di Canadair e di elicotteri privati, di appalti per attrezzature e di quelli per la riforestazione, del cambio d'uso dei terreni incendiati e di chi si aspetta un lavoro saltuario dall'opera di spegnimento. Favorire nei fatti la prevenzione significa, come giustamente propone il Corpo Forestale, mettersi da oggi all'opera per organizzare un monitoraggio di tutto il territorio nazionale più a rischio, di attuare da oggi quegli interventi che possono ridurre il rischio di propagazione degli incendi, di organizzare da oggi corsi di educazione ambientale per i giovani previsti dalla legge, di prevedere degli incentivi per quelle regioni che riescono a ridurre i danni degli incendi sul proprio territorio. In poche parole di spendere di meno per spegnere e di più per prevenire. "Da parte nostra - conclude Zuppello - chiediamo anche che vengano immediatamente predisposte, da parte dei Comuni, le mappature precise delle aree bruciate quest'anno, così come prevede la legge: questo potrà impedire speculazioni edilizie con cambi di destinazione d'uso di quei terreni". Roma, 20 settembre 2001 |