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Mai dire Mais

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da www.ilmanifesto.it


OGM
L'inganno dietro lo scaffale
Il direttore di Agernova: l'etichetta nei cibi non tutela i consumatori

LUCA FAZIO

Giuseppe Altieri, professore di agroecologia e entomologia e direttore di Agernova ricerca per l'agricoltura biologica, sostiene che l'etichettatura degli organismi geneticamente modificati è «la Caporetto degli scaffali». Proprio il contrario di chi invece pensa che l'etichettatura sia una sconfitta per le multinazionali

Lei dice che il nuovo regolamento Ue è una legalizzazione delle frodi perché di fatto mangeremo ogm senza saperlo. Perché la soglia dello 0,9% non sarebbe una garanzia?

Le multinazionali vogliono vendere ogm, impedendo la distinzione tra cibi artificiali (transgenici) e naturali, perché i sondaggi prevedono il fallimento commerciale dei prodotti che segnalassero contenuti di ogm o derivati. Potenti lobby sono riuscite così ad ottenere 3 anni fa la cosiddetta "soglia di tolleranza" dell'1%, sotto la quale non si deve etichettare la presenza di ogm autorizzati in Europa. E se fin'ora nessuna etichetta si è vista sul mercato, vorrei sapere perché dovrebbero apparire d'incanto, quando la "tolleranza" è rimasta praticamente la stessa a 0,9%? Inoltre, se oggi è possibile impedire presenze illegali di ogm non autorizzati nell'Ue con la tolleranza zero, il nuovo regolamento prevede la soglia senza etichetta allo 0,5% anche per ogm non autorizzati che saremo costretti a mangiare senza saperlo.

Perché mai non dovrebbero essere sufficienti analisi e controlli per scongiurare questo pericolo?

Innanzitutto soglie di presenza senza etichette impediscono di evitare i rischi da ogm, ovvero di individuare alimenti "ogm free" al 100%. Il diritto di libera scelta e informazione è sancito dai trattati sul commercio. Solo i prodotti biologici hanno "tolleranza zero ogm" e, casualmente, in questi anni hanno moltiplicato i fatturati arrivando al 12% della superficie coltivata italiana, con una domanda molte volte superiore all'offerta. Un trend economico senza precedenti. Ma la chiave della questione etichette è nel sistema dei controlli. L'analisi di presenza/assenza (Pcr-Qualitativa) rileva ogni particella di dna-ogm con controlli semplici ed agevoli. L'analisi "Quantitativa" è invece complessa, costosa ed imprecisa, perché la moltiplicazione del dna dipende da molti parametri difficili da standardizzare, con elevati margini d'errore sulla reale percentuale di ogm nel prodotto di partenza, il tutto amplificato dal fatto che i diversi laboratori non hanno condizioni di estrazione ed analisi del dna perfettamente identiche. Introdurre una "soglia di tolleranza" consente di non etichettare praticamente nulla, in quanto le ditte possono contestare le "analisi di prima istanza" che rilevassero ogm superiori alle soglie, e chiedere "revisioni" all'Istituto Superiore di Sanità, una sorta di "Corte di Cassazione" che spesso applica metodiche differenti e annulla il faticoso lavoro di repressione delle frodi. Il sistema di "legalizzazione delle frodi" con le "controanalisi" è tipico di molti problemi alimentari, quali le farine animali, Bse, ormoni, antibiotici e pesticidi per i quali, nonostante un referendum, non si è ancora stabilita la sommatoria dei residui che si possono trovare negli alimenti.

Le industrie alimentari e i produttori temono il giudizio del consumatore e non ne vogliono sapere di ogm. Nemmeno questo servirà a garantire le scatolette sugli scaffali?

Se le industrie applicassero tolleranza zero con criterio "presenza/assenza" potrebbero dichiararsi "ogm free", ma in base alle soglie di tolleranza se non si trovano etichette sugli scaffali, non vuol dire che non ci sono gli ogm. Oggi è meglio acquistare alimenti direttamente dai produttori agricoli che, come dimostra la mobilitazione della Coldiretti e di centinaia di migliaia di addetti del biologico, sono assolutamente contrari agli ogm, più costosi, meno produttivi, e sottoposti a "diritti sul raccolto". Oggi la tradizione agricola tipica e biologica mediterranea, libera da ogm, sta conquistando i mercati mondiali. Una sfida entusiasmante, se riusciremo a non farci bombardare dal polline transgenico che tutto contamina. Il 50% degli americani ha capito che si fanno grossi affari importando i nostri alimenti tipici e non esportando schifezze transgeniche, dannose per la salute.

Come cambierebbe il regolamento sulle etichettature?

Fatta salva la necessità di una moratoria in stile norvegese, per tutelare la libera scelta è necessaria una semplice modifica del regolamento indicando i contenuti in "tracce" degli ogm importati, con diverse etichette senza tolleranze. 1: Contiene ogm o derivati, nel caso di presenze note negli alimenti e mangimi in commercio. 2: Contiene tracce di ogm o derivati nel caso di presenze involontarie rilevate da analisi qualitative. 3: negli alimenti biologici e "ogm free" (Dop, Igt) va mantenuta "tolleranza zero", abolendo la deroga che consente mangimi non biologici nella bio-zootecnia e sementi non biologiche nella bio-agricoltura. Questa è l'unica garanzia possibile per la tracciabilità degli ogm e delle filiere ogm free.

Perché cita la Norvegia come esempio da seguire per arginare la "dittatura agroalimentare"?

La Norvegia non è entrata in Europa perché gli agricoltori non hanno voluto ed oggi ha applicato il principio di precauzione con grande senso sociale. Ha proibito alimenti e semi ogm finchè non ne sarà dimostrata l'innocuità, la necessità, e il rispetto dei criteri Onu sullo sviluppo eco-sostenibile. Quello della necessità è a mio parere il punto più importante poiché se applichiamo il confronto tra tecnologie diventa evidente che gli ogm non hanno necessità tecnico-produttiva, viste le alternative disponibili. Inoltre non funzionano, perché insetti ed erbacce diventano resistenti e sono altamente inquinanti. I sistemi agricoli tradizionali di piccola e media scala, basati su policolture, rotazioni e agroforestazione, dimostrano incrementi produttivi anche del 100% rispetto alle coltivazioni industriali chimiche. E' l'Agricoltura biologica l'alternativa ai pesticidi, non certo gli ogm.
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