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Mai dire Mais

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OGM, LA REGIONE LOMBARDIA AMMETTE: SONO 141 GLI ETTARI DI MAIS CONTAMINATI

(ANSA) - MILANO, 20 LUG - L'associazione Verdi ambiente e società chiede la distruzione delle colture di mais che la Regione Lombardia ha segnalato come marginalmente contaminate da sementi geneticamente modificate (Ogm). 
''Finalmente la Regione ammette ciò che da dieci giorni abbiamo reso noto - dichiara Marcello Saponaro, coordinatore lombardo dell'associazione - sugli oltre 100 ettari contaminati da Ogm nel pavese, lodigiano e bresciano''. 
''C'e' un particolare nel comunicato della Regione - prosegue il dirigente di Vas - che sembra non lasciare dubbi sulla necessità di distruggere i campi contaminati: infatti la Regione rivela che sono due gli eventi Ogm che hanno inquinato le sementi di mais naturale e noi siamo pronti a scommettere che uno dei due (se non entrambi) rientrano fra queste quattro varietà di mais ogm: Mon 809, Mon 810, BT11, T25''.
''Se così fosse, come crediamo, - dichiara il dirigente lombardo di Vas - non ci sarebbe alternativa alla distruzione poiché le quattro varietà di mais Ogm citate sono state sospese dal commercio anche in quanto alimento con Dpcm del 4 agosto del 2000 e dunque i raccolti contaminati mai potrebbero essere posti in commercio". 
''La natura degli Ogm inquinanti - prosegue Saponaro - costituisce quindi un'aggravante da sommare alla normativa che non consente alcuna contaminazione da transgeni nelle sementi naturali''. 
''Il presidente Formigoni - conclude il presidente lombardo di Vas - ha dunque a disposizione tutti i requisiti tecnici e di legge per non indugiare oltre sulla distruzione dei campi e per varare tempestive misure di aiuto ai nostri agricoltori truffati dalle multinazionali del transgenico''. (ANSA).


Lombardia Notizie (Agenzia stampa della Giunta Regionale lombarda)

(Ln - Milano, 20 lug) La Regione sta completando il Piano di intervento riguardo ai campi di mais in cui sono state rilevate tracce di sementi OGM (Organismi Geneticamente Modificati). 
Il Piano verrà poi discusso e valutato con gli operatori del comparto in occasione del prossimo Tavolo, già annunciato la scorsa settimana, dal Presidente Formigoni. 
In quella sede saranno definite le più opportune forme di intervento in tempo utile per il raccolto previsto per la fine del corrente mese. 
In questi giorni si sta concludendo la indispensabile raccolta di informazioni e di dati, ottenuta incrociando le informazioni pervenute dall'Ispettorato repressioni frodi del Ministero agricoltura, dalle Asl lombarde e dagli stessi agricoltori.
Sono stati identificati i seminativi interessati da queste coltivazioni, diffusi su diverse Province lombarde, e pertanto identificate le singole aziende agricole coinvolte.
Sono tre i lotti individuati per un totale complessivo di 141 ettari. Sono state identificate con precisione le percentuali di contaminazione presenti nelle sementi, comprese tra lo 0,10 e lo 0,15%.
In questi campi è presente una pianta di mais geneticamente modificata ogni 1.000 piante.
La soglia accettata da tutti i Paesi dell'Unione Europea per dichiarare una partita di semi OGM free varia tra la soglia più rigorosa, pari allo 0,1% (un seme ogni 1.000), e una soglia pari allo 0,5% (un seme ogni 200), adottata dai Paesi maggiori produttori di mais.
 Sono stati  identificati con certezza i semi OGM che hanno contaminato le sementi di mais: si tratta di due tipi diversi, modificati geneticamente allo scopo di combattere un insetto parassita del mais  (nella sostanza riescono da soli a sintetizzare sostanze antagoniste, evitando la necessità di trattamenti insetticidi); si tratta in ambedue i casi di OGM approvati negli scorsi anni dall'Unione Europea, di cui peraltro non è consentito l'uso in Italia. 
In questo momento, in cui il mais non è ancora maturo per alcun genere di utilizzo (nè per la produzione di granella nè per la produzione di trinciato) non c'è assolutamente alcun pericolo di diffusione delle sementi risultate contaminate. (Ln) 
Ben - 030720A

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