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COMUNICATO STAMPA Costituzione del comitato San Giacomo in Paludo L’Equipe Veneziana di Ricerca e la Canottieri Querini, aderendo alla proposta di convenzione hanno voluto dichiarare la loro disponibilità ad accelerare il reinserimento dell’isola negli itinerari lagunari dei veneziani, alla ricerca di lembi di passato, da interpretare e far riemergere, che attestano l’evolutiva presenza di insediamenti umani, tra terra e acqua. In questo progetto non va naturalmente dimenticata la vocazione archeologica dell'isola e l'impegno che l'EVR (Equipe Veneziana di Ricerche) ha profuso in questi anni. Infatti, il suo presidente, Giulio Pozzana, nel mettere in luce queste importanti potenzialità, ha sottolineato come la mancata tutela del sito archeologico e l’inefficace valorizzazione che gli spetta siano da imputare alla lentezza della burocrazia. “Non è soltanto il moto ondoso – ha constatato Pozzana -, provocato dai natanti che transitano lungo il canale che costeggia l’isola, a devastare il “giacimento” ma, purtroppo, si aggiungono le scorribande dei soliti ignoti che depredano e saccheggiano”. Alfredo Barboncini, presidente della Canottieri Querini, ha ricordato che in questi anni la Società che rappresenta ha tentato di mantenere vivo l’interesse per San Giacomo organizzando delle regate di voga alla veneta, ormai giunte alla settima edizione. “Le difficoltà che incontriamo per allenare i nostri allievi sono notevoli – ha rilevato Barboncini -, non riusciamo alle volte, per colpa del moto ondoso, a mettere in acqua le barche. Il nostro cantiere è situato alle fondamente Nuove, un punto dove i motoscafi che transitano provocano delle onde altissime in grado di rovesciare qualsiasi natante che si trovi nel loro raggio d’azione. Pertanto – ha proseguito – aderiamo al Comitato, pensando di trovare acque più “chete” e un ricovero sicuro per le imbarcazioni, perché vogliamo rivitalizzare l’isola promuovendo la cultura dell’”andar per laguna”, vogando”. Guido Pollice, presidente nazionale di Vas, si è soffermato ad analizzare la situazione. “Due anni fa eravamo ottimisti, pensavamo che in breve tempo avremo potuto iniziare a vedere i risultati della realizzazione del progetto. Purtroppo, il primo lotto dei lavori di marginamento doveva essere terminato nel settembre del 2002 ed invece, ahimè, il Consorzio Venezia Nuova, che si occupa dell’intervento, ha chiesto una proroga di un anno. Ciò ha bloccato la possibilità di accedere al secondo finanziamento, in quanto, senza il completamento delle mura di cinta non possiamo iniziare i lavori di recupero vero e proprio, quindi impegnare i soldi già ottenuti. Il nuovo Comitato – ha auspicato il presidente – con la programmazione di iniziative culturali e di partecipazione potrà dare un impulso determinante sul piano dell’interesse e della presenza dei cittadini in isola, mentre lanciando una sottoscrizione internazionale a favore di San Giacomo in Paludo si spera possano essere reperite le risorse necessarie al completamento del progetto”. Oltre a ciò, l’Arsenale ha favorito anche l’incontro con chi si sta occupando della Certosa e del Lazzaretto Nuovo, creando le premesse per la costituzione, tra breve, di un coordinamento tra comitati delle isole minori. |
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