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COMUNICATO STAMPA

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AMBIENTALISTI SU LEGGE AMBIENTALE:
"UNA FORZATURA GRAVISSIMA E INGIUSTIFICATA CHE ESCLUDE IL PARLAMENTO"
L'UNICA NOVITA' DEL MAXIEMENDAMENTO GOVERNATIVO: ISTITUTI E SEGRETERIE INUTILI



Gravissima la forzatura operata dal Governo che ha posto la questione di fiducia sulla legge delega in campo ambientale. Gravissimo il richiamo alla maggioranza che ha impedito che emergessero tutti i legittimi dubbi che erano stati espressi anche da autorevoli membri della maggioranza: sull'ampiezza della delega chiesta, sull'esautoramento del Parlamento, sul mantenimento delle norme immediatamente vigenti. Il coordinamento delle associazioni ambientaliste (Associazione Bianchi Bandinelli, Comitato per la Bellezza, FAI, Greenpeace, INU, Italia Nostra, LAC, LAV, Legambiente, LIPU, Marevivo, VAS, WWF) giudica del tutto pretestuosa e strumentale la motivazione con cui il Governo per giustificare il voto di fiducia, secondo cui era impossibile gestire un dibattito Parlamentare con quattromila emendamenti presentati dalla minoranza. Pubblicamente i firmatari degli emendamenti avevano, infatti, dichiarato l'assoluta disponibilità a ritirare la gran parte delle modifiche richieste qualora fosse arrivato un qualunque cenno di disponibilità ad un confronto nel merito delle materie oggetto di delega e riguardo allo stralcio della parte di norme immediatamente attuative (rotami ferrosi, concessioni in sanatoria in area vincolate, compensazione edilizia per sopraggiunti vincoli ambientali).

Il Governo ha posto la fiducia su un testo leggermente modificato rispetto a quello arrivato all'aula di Palazzo Madama. Per la prima stesura dei vari decreti legislativi sulle singole materie il tempo e' stato ridotto ad un anno, mentre la successiva revisione di questi potrà ancora essere operata dal Governo per i successivi due anni. Ma la sostanza dell'impianto non cambia: resta gravissimo, sulla base di una delega troppo vaga e ampia, l'affidamento a una Commissione esterna al Parlamento di 24 membri, a cui viene delegata la riscrittura di tutto il diritto ambientale: tutela dell’acqua, dell’aria, difesa suolo, gestione dei rifiuti, parchi, danno ambientale e valutazione di impatto ambientale.

Ma c'è di più. Si prevedono, infatti, nuove strutture tecniche e scientifiche: una segreteria tecnica di ben 21 membri per adeguare agli standard europei gli interventi in materia di tutela delle acque, interne, rifiuti e bonifiche; ed ancora un Istituto di Alti Studi Ambientali con compiti di ricerca, sperimentazione e alta formazione nelle materie dell'ambiente e della tutela del territorio con un consiglio di amministrazione sino a 5 membri e un comitato scientifico sino a 5 membri. Viene da chiedersi se il Ministero si fida delle proprie strutture visto che costantemente aggiunge esperti nominati direttamente dal Ministro. Viene da chiedersi a cosa servono CNR, ENEA, APAT e ICRAM, per non dire del Comitato Tecnico Scientifico del Ministero dell'Ambiente, visto che ci creano nuove strutture ed un nuovo Istituto. A meno che la carenza che si sente non è quella di esperti, bensì quella di poltrone da assegnare ad intellettuali più o meno disoccupati. Si potrebbe dire che con la legge delega il Ministro non solo esautora il Parlamento, ma anche il suo stesso Ministero visto che sente un tale bisogno di introdurre persone esterne a questo.

Le principali associazioni ambientaliste che in questi mesi hanno operato in modo coordinato sulla legge delega auspicano che alla Camera dei Deputati (che essendo stato modificato al Senato riaffronterà il provvedimento in terza lettura) si possa trovare il modo per riaprire la riflessione sulle questioni di fondo che sono state sollevate; restringimento dell'ampiezza della delega, miglior definizioni degli obiettivi che devono essere raggiunti tramite la delega, stralcio dalla legge delega delle norme immediatamente efficaci e che nulla centrano con questo provvedimento.

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