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15 giugno 2003:
Referendum contro la Servitù coattiva degli elettrodotti

Che cos’è l’elettrosmog

L’inquinamento elettromagnetico è un inquinamento invisibile e inodore, prodotto dalla corrente elettrica (centrali elettriche, elettrodotti, elettrodomestici) e dagli apparati radiotrasmittenti (ripetitori radiotelevisivi, di telefonia mobile, cellulari, radioamatori, radar, ecc).
L’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo Statuto della Comunità europea invitano ad applicare il principio di precauzione, che afferma che “occorre usare con prudenza e cautela tutte quelle tecnologie che non risultano essere sicuramente innocue, superando il criterio corrente per il quale va ammesso l’utilizzo di processi e prodotti finché non sia dimostrata la loro nocività.”
Il problema nasce per i cosiddetti “effetti a lungo termine”, derivanti da esposizioni prolungate anche a dosi di centinaia di volte inferiori a quelle stabilite per proteggersi dagli effetti immediati (per esempio un’abitazione situata vicino ad un elettrodotto o un impianto di radiotrasmissione).
Tali effetti possono essere rilevati solo da indagini epidemiologiche sulle popolazioni esposte per anni.
Per le basse frequenze (gli elettrodotti), tecnologie usate da più anni, molte indagini hanno dimostrato che vi è certezza scientifica del rapporto causa-effetto di un aumento dell’incidenza di alcune gravi patologie, tra la quali la leucemia infantile o il tumore alla mammella maschile. 
Le indagini più recenti evidenziano tali effetti anche per le tecnologie legate alle alte frequenze (ripetitori, trasmettitori, ecc.).

Qual è lo scopo del referendum

Gli articoli di legge che si vogliono abrogare sono nati quando la gestione dell’energia elettrica era di competenza statale e bisognava portare l’elettricità a tutti, permettendo il passaggio di un elettrodotto attraverso le proprietà pubbliche e private, indipendentemente dalla volontà dei proprietari o degli amministratori: quando sono state emanate, s’ignoravano i gravi effetti sulla salute e sugli equilibri naturali dei territori attraversati!
Oggi le società private che producono e trasportano l’energia, utilizzano questa normativa per prevaricare i diritti dei cittadini e scavalcare le Amministrazioni comunali, progettando centrali ed elettrodotti che privilegiano gli interessi delle aziende, tenendo conto solo dei costi per la loro realizzazione e dei progetti di sviluppo delle società elettriche, a discapito della salute dei residenti, del rispetto del territorio e delle economie preesistenti.

Dire sì a questo Referendum vuol dire
  • SANCIRE il diritto dei cittadini di dire no al passaggio di un elettrodotto che potrebbe danneggiare la loro salute e l’ambiente in cui vivono, restituendo il territorio ai cittadini e agli Enti locali che lo amministrano
  • FERMARE un modello di sviluppo che, grazie alla bassa incidenza del costo d’utilizzo del terreno, è basato su pochi e potenti centri di produzione dell’energia, che viene trasportata e distribuita attraverso una rete d’elettrodotti sovradimensionata rispetto alle effettive esigenze del Paese
  • FAVORIRE l’innovazione e lo sviluppo delle tecnologie legate alle fonti rinnovabili, con un riequilibrio del mercato
  • DARE UN SEGNALE FORTE al Governo e alle Istituzioni su come i cittadini vogliono che debba essere gestito l’ambiente e il territorio, nell’interesse primario della loro salute.
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