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ELETTROSMOG: Amici, Abbiamo così centrali e tracciati che anziché tener conto del rispetto del territorio, della salute dei residenti e delle economie preesistenti, tiene conto solo dei costi per la loro realizzazione e dei progetti di sviluppo delle società elettriche, con il risultato che spesso sono alterati e resi insalubri gli equilibri naturali dei territori, deturpati i paesaggi, distrutte le aziende agricole e zootecniche preesistenti. Siamo in dirittura d’arrivo: la Corte Costituzionale ha riconosciuto che abbiamo il diritto di abrogare questi articoli di legge, senza per questo alterare la normativa vigente in materia di opere per la pubblica utilità. Il silenzio assordante che c’è intorno a questo Referendum e a quello per estendere i diritti dell’articolo 18 a tutti i lavoratori ci dà la misura di quanto essi siano temuti: noi dobbiamo rompere questo silenzio che ha il sapore dell’omertà. Invito quindi tutti a intraprendere tutte le iniziative che riterrete idonee alla diffusione dell’informazione sul Referendum: formate o aderite ai Comitati locali per il Sì, telefonate a tutti i comitati contro l’Elettrosmog, fate volantinaggio e tutto quanto riterrete utile per produrre quest’ultimo sforzo. Io sono a disposizione di tutti per dare ulteriori informazioni, mentre per avere materiale è possibile reperirlo sul sito ufficiale del Comitato promotore, a cura di VAS, www.elettroreferendum.it, dove troverete anche gli indirizzi dei Comitati locali per il sì e dove siete pregati di inviare il materiale che sarà prodotto localmente, le locandine delle iniziative che promuoverete, i comunicati stampa, gli articoli di giornale, anche a livello locale, che riguardano il Referendum e le iniziative promosse, ecc. Il Referendum è un diritto costituzionale e per il movimento contro l’elettrosmog è un’occasione per parlare del problema, facendo sentire anche la sua voce: faranno di tutto per non farci raggiungere il quorum e vanificare la nostra azione! Raggiungere il quorum, e quindi vincere questo Referendum, significa dare a questo governo, che, con il Decreto Gasparri e con le bozze di Decreto sui nuovi limiti di inquinamento, ha di fatto cancellato il principio di precauzione e la legge quadro, facendo tornare indietro l’Italia di oltre 10 anni e annullando il principio di minimizzazione, un segnale forte su cosa vogliono i cittadini. Per il Consiglio Nazionale di VAS |
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