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Comunicato Stampa  di  Vas Campania

UNA FIRMA PER CHIEDERE L’INCRIMINAZIONE DI BUSH E BLAIR ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE DELL’AJA


L’Associazione V.A.S. (Verdi Ambiente e Società) ha promosso una petizione popolare per chiedere alla Corte Penale Internazionale dell’Aja d’istruire un procedimento giudiziario per crimini di guerra nei confronti del Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, e del Primo Ministro del Regno Unito, Tony Blair.
Dopo l’appello già indirizzato al Direttore Generale dell’UNESCO, affinché si approvasse una risoluzione urgente in difesa del patrimonio storico-culturale dell’antica Mesopotamia, minacciato irreversibilmente dalla guerra contro l’Iraq, VAS denuncia con forza all’opinione pubblica, ed agli organismi giudiziari internazionali competenti, quanto ingiustificato, illegittimo – e quindi criminale - sia l’operato di chi ha deciso di scatenare un’aggressione armata che fa strage del diritto internazionale prima ancora che di vite umane e di inestimabili risorse ambientali e culturali.
Nell’esposto sono minuziosamente elencate le circostanze che dimostrano come l’attacco americano all’Iraq non abbia nessuna legittimazione internazionale, non sia motivato affatto da una minaccia reale e dimostrata, e come risulti quindi pretestuoso, scellerato ed oggettivamente contrario all’ordinamento dell’ONU, di cui si vanno ad usurpare illegittimamente le prerogative sovranazionali.
L’esposto richiama anche le esplicite violazioni allo stesso Statuto della Corte Penale Internazionale, soffermandosi sulla perdita di vite umane e sulle lesioni che colpiscono la popolazione civile, sui “danni diffusi duraturi e gravi all’ambiente naturale” e sull’utilizzo di armi (come i proiettili ad uranio impoverito ed eventuali cariche nucleari) che costituiscono fonte di distruzione di massa e di tragiche conseguenze ‘collaterali’.
VAS, nel promuovere questa petizione, conta nel sostegno di tutti gli uomini e le donne che in questi giorni si sono opposti fino all’ultimo all’inevitabilità d’un conflitto armato contro l’Iraq e che oggi condannano duramente l’arroganza di chi ha voluto scatenare una guerra immotivata e criminale, contro cui tutti devono schierarsi con chiarezza, senza ‘se’ e senza ‘ma’.

VAS  VERDI AMBIENTE E SOCIETA’
80134 Napoli – Calata Trinità Maggiore 4
Tel&fax: 081 5525466
E-mail: segreteria@vascampania.org


Napoli, 22 Marzo 2003



All’ill.mo Procuratore 
della Corte Penale Internazionale
presso la sede dell’Aia – Olanda


Oggetto: richiesta di procedimento penale per crimini di guerra nei confronti di George W. Bush, Presidente degli Stati Uniti d’America e Tony Blair, Primo Ministro del Regno Unito di Inghilterra. 

Premesso che
il 20 marzo del 2003 iniziava l’aggressione allo Stato dell’Irak da parte degli Stati Uniti d’America e del Regno Unito di Gran Bretagna su ordine dei rispettivi Capi di Stato, i Signori George W. Bush e Tony Blair; 
che l’ultimatum inviato 48 ore prima dell’aggressione dai suddetti Capi di Stato richiedente le dimissioni e l’esilio del Presidente, del Governo, e di altre persone non gradite, è in palese contrasto con gli scopi ed i principi della Carta delle Nazioni Unite, posto come fondamento dello Statuto della Corte Penale Internazionale nel suo preambolo cui di seguito “Ribadendo gli scopi ed i principi della Carta delle Nazioni Unite ed in modo particolare il dovere di tutti gli Stati di astenersi dal ricorrere all’uso della minaccia o della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica degli altri Stati o in contrasto in qualsiasi altro modo, con gli scopi delle Nazioni Unite”;
che la suddetta aggressione, formalmente dichiarata guerra, è avvenuta senza l’approvazione dell’ONU e che anzi di fronte al sicuro voto contrario dell’ONU, è stata ritirata la proposta di deliberazione presentata dai Paesi aggressori e dalla Spagna;
che in dispregio dell’ONU i rappresentanti dei suddetti Paesi aggressori non si sono neanche presentati alla riunione, del giorno ultimo dell’ultimatum, già precedentemente programmata con gli Ispettori inviati dall’ONU in Irak per accertare presunte armi di distruzione di massa;
che gli Ispettori inviati dall’ONU hanno esplicitamente dichiarato che non esistevano elementi per un attacco all’Irak e che si stavano creando le condizioni per una collaborazione per dare piena attuazione al dettato della deliberazione ONU 1441;
che in particolare non sono state ritrovate o accertate armi di distruzione di massa nel corso del lavoro degli Ispettori ONU;
che comunque anche se esse fossero state trovate, senza la decisione dell’ONU, nessuno Stato sarebbe stato autorizzato a compiere azioni belliche; 
che dopo la nefasta azione bellica con probabile uso di armi di distruzione di massa della guerra con l’IRAN del lontano 1986 e dell’occupazione del Kwait del 1991 non vi è stata né poteva esservi rafforzamento militare o realizzazione di armi di distruzione di massa stante l’embargo imposto all’Irak;
per tali eventuali crimini contro l’Umanità commessi dal Presidente dell’IRAK e dai suoi collaboratori fino ad oggi non vi era stata alcuna formale richiesta di incriminazione; 
che da più di dieci anni con l’embargo si sottopone la popolazione dell’Irak alla impossibilità di avere medicine, cibo e quanto altro necessario per i bisogni fondamentali della vita;
che sistematicamente l’Irak è stata sottoposta negli ultimi dieci anni a bombardamenti anglo americani anche con vittime civili;
che l’Irak costituisce la Culla della Civiltà per il mondo occidentale ed arabo ed ogni scellerata distruzione di siti o monumenti è una perdita incalcolabile per l’intera Umanità ed una vergogna che si protrarrà nei secoli per chi la commette o anche la favorisce;

constatato che
l’aggressione è perciò del tutto illegittima e senza giustificazione alcuna;
che vi è stata gravissima violazione del’Art 8, comma 2 dello Statuto della Corte Penale Internazionale per i punti
IV), in quanto da parte dei signori Bush e Blair, vi era piena consapevolezza che gli attacchi avrebbero causato “la perdita di vite umane tra la popolazione civile, e lesioni civili o danni a proprietà civili ovvero danni diffusi duraturi e gravi all’ambiente naturale” “ manifestamente eccesivi rispetto all’insieme dei concreti e diretti vantaggi militari previsti”, mai compiutamente espressi e prevalentemente dichiarati nella eliminazione di Saddam Hussein e del suo governo;
V) in quanto sono attaccate e bombardate con qualsiasi mezzo città, villaggi, abitazioni o costruzioni che non sono difesi e che non costituiscono obiettivi militari; molti di tali attacchi e bombardamenti vengono giustificati come effetti collaterali;
XVI) e XVII) in quanto sono state usate armi contenenti uranio impoverito che per anni hanno conseguenze sulle persone e sul territorio e più in generale armi di distruzione di massa.
XIX e XX) in quanto sono utilizzate “armi, proiettili metodi di combattimento che “cagionano lesioni superflue” e “ non necessarie” e “colpiscono per loro natura in modo indiscriminato”

Evidenziato che 
Quanto avvenuto costituisce un grave allarme per la intera comunità internazione, annulla regole e diritti collettivi ed individuali e crea pericoli inimmaginabili per il futuro del Mondo;

I Sottoscritti Cittadini Le chiedono che

ai sensi del comma 1 dell’Art 15 dello Statuto del Tribunale Penale Internazionale di iniziare le indagini per il processo e la successiva condanna dei Signori Bush e Blair per crimini di guerra.

Si allegano le prove testimoniali della criminalità dell’azione compiuta.

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