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Comunicato stampa

Amsa e Comune di Milano incapaci di gestire il ciclo dei rifiuti in modo sostenibile ed economico

L'inceritore Silla 1 non deve rientrare in funzione, neanche per l'emergenza, creata solo dalla mala gestione (incapace, diseconomica e non sostenibile) del sistema rifiuti da parte del Comune di Milano e dell'Amsa.

Le inefficienze degli amministratori pubblici milanesi non possono costringere gli abitanti di Figino, e dei comuni di Rho, Pero e Settimo Milanese a respirare ancora i veleni del vecchio e obsloleto inceneritore, e quelli di Dalmine a beccarsi gli scarti dei milanesi. La riduzione della raccolta differenziata decisa da Amsa, e approvata dal sindaco Gabriele Albertini, hanno portato nuovamente ad una gestione emergenziale dei rifiuti di Milano. Nonostante l'errata scelta dell'assessore provinciale all'ecologia Luigi Cocchiaro di dare l'avvallo alla richiesta di riaprire Silla 1, per 100 tonnellate al giorno dei rifiuti di Milano non c'è ancora una destinazione. Potrebbe essere Dalmine, come già chiesto da Amsa alcuni mesi fa, con un aggravio di costi per la lontananza dell'impianto. 

Silla 2 è in costruzione da 6 anni, uno scandalo. L'ennesimo guasto dell'impianto è da attribuire al suo utilizzo potenziato, deciso da Amsa dopo aver ridotto la raccolta differenziata. I lavori di adeguamento in corso, gli ennesimi dovuti a rotture provocate da questa gestione errata, avevano già portato ad una quasi crisi, poche settimana fa, e a rimandare la chiusura del vecchio forno. 

Amministratori pubblici normali prenderebbero atto del loro fallimento gestionale e si dimetterebbero. A Milano, purtroppo, regna il silenzio

VAS (Verdi Ambiente e Società)
Circoli di Milano e Dalmine (BG)

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