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PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA
SI FARA' IL REFERENDUM LOMBARDO 

di Fabio Fimiani, giornalista di Radio Popolare

Si voterà contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia. L’ufficio di presidenza del consiglio regionale ha dichiarato ammissibili i tre quesiti dei sindaci che si oppongono alla messa sul mercato del servizio idrico integrato. 

I tre referendum sulla legge regionale chiedono l’abrogazione della possibilità che i privati gestiscano il servizio di fognatura, depurazione e distribuzione dell’acqua; la cancellazione della nascita delle mega aziende a livello provinciale, gli Ato, Ambiti territoriali ottimali; e l’abolizione del voto in base al numero di abitanti nelle assemblee dei comuni degli Ato.
I tre no arrivano da circa 300 comuni della Lombardia che non vogliono che l’acqua diventi una merce. Dal punto di vista legale sono stati i primi 50, secondo quanto prevede lo Statuto della Regione Lombardia, a far scattare l’esame di legittimità da parte dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale. La battaglia politico legale è iniziata nel triangolo lariano, dai comuni di Magreglio, Nesso e Rezzago. Finora i comuni sono riusciti a bloccare la nascita di 8 dei 12 Ato previsti, uno per ciascuna provincia, più quello della città di Milano. L’adesione al movimento, anche solo politica, è in rapida diffusione, tant’è che numerosi comuni che avevano dato l’adesione agli Ato, poiché informati dalle province che era un atto dovuto, stano revocando le deliberazioni. 

Non si sa ancora quando, e se, si andrà al voto. Dal punto di vista teorico in primavera, ma sono già previste le elezioni amministrative; e i referendum nazionali sull’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, e l’elettrosmog. Inoltre è possibile che il consiglio regionale modifichi la legge, e renda quindi inutili i referendum.

Fabio Fimiani

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