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Mai dire Mais

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fonte: Il giornale di Brescia - 11.01.2003

Riprende tra le due parti la battaglia sugli organismi geneticamente modificati
Ogm: nuovo scontro Stati Uniti-Ue


Per ora non è ancora una nuova guerra del commercio, ma il caso fa già scintille: gli Usa tornano alla carica contro l’Ue affinchè metta fine alla moratoria sugli organismi geneticamente modificati (Ogm), offensiva alla quale la Commissione Ue risponde picche e, anzi, contrattacca. 

A difesa del "cibo Frankestein" ha parlato a lungo l’altro ieri alla stampa Usa il rappresentante americano per il C ommercio, Robert Zoellick, che ha evocato la possibilità di denunciare Bruxelles all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) proprio al fine di far cessare la moratoria imposta nel 1998 dall’Italia e da altri sei P aesi dell’Unione, per il timore che il famigerato Ogm faccia male alla salute dei consumatori. 

Ed è proprio questo embargo a bloccare la vendita in Europa dei prodotti transgenici statunitensi. Poche settimane fa l’Ue aveva anzi varato la legislazione più completa e rigorosa nel mondo sull’obbligo di etichettare tutti gli alimenti transgenici - dalle merendine ai mangimi - a partire da una presenza Ogm pari allo 0,9%. Gli Usa vogliono scardinare le barriere anti-transgenici dell’Europa che, come ha detto di recente il vice di Zoellick, Grant Aldonas, impediscono le esportazioni dell’agricoltura americana (mais, cotone, soia) verso il Vecchio Continente, bloccando di fatto il "business" dei colossi statunitensi del settore agroindustriale. Ma nelle sue dichiarazioni Zoellick è andato al di là di queste motivazioni, criticando la politica degli aiuti alimentari dell’Ue, che invia nei P aesi poveri solo prodotti non Ogm. 

Il rappresentante Usa ha tirato in ballo persino «l’etica» sbagliata che Bruxelles applicherebbe in questo campo. 

 

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