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Rifiuti: condannati i gestori della discarica di Malagrotta.


Il 27 agosto di due anni fa si è verificata, presso la discarica di Malagrotta, una frana di circa 300 metri, del terrapieno di contenimento della discarica stessa nei pressi dell'incrocio tra Via di Casale Lumbroso con Via di Malagrotta. La frana, costituita da un cumulo di terriccio, detriti, rifiuti e fanghi di depurazione alto circa sei metri, aveva invaso e danneggiato via di Casale Lumbroso con grave pericolo per le persone e i veicoli che potevano transitare nelle vicinanze del terrapieno.

A fronte dell'evento franoso, l'Avvocato Francesca Romana Fragale, del Coordinamento Giuridico di VAS, Verdi Ambiente e Società, e rappresentante di un Comitato di cittadini residenti, il Comitato Giardini del Pescaccio, presentò un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Roma, nel quale si chiedeva di procedere penalmente nei confronti dell'Amministratore della Società 'E. Giovi' S.r.l., che gestisce la Discarica di Malagrotta, per violazione del D. Lgs. n. 22 del 1997, in quanto non osservava le prescrizioni contenute nell'autorizzazione e non poneva in essere le cautele necessarie ad evitare il cedimento del terrapieno e con l'apertura del procedimento, Vas si costituiva Parte Civile.

Nei giorni scorsi, il Procuratore Aggiunto Dott. Gianfranco Amendola, verificato che il terrapieno di contenimento della discarica per sua costruzione non possedeva quelle qualità di compattezza e staticità che sarebbero necessarie per evitare pericolosi smottamenti, nell'udienza del 03/07/02, terminata l'istruttoria dibattimentale, ha pronunciato una sentenza di condanna dell'Ing. Francesco Rando, amministratore della "E. Giovi", condannandolo alla pena di mesi due di arresto e € 2.000 di ammenda, riconoscendo dunque la sua colpevolezza.

" Ancora una volta, la recente sentenza che ci vedeva parte civile dimostra, - ha dichiarato Stefano Zuppello, Coordinatore Regionale di VAS - che la difesa e la prevenzione dell'ambiente passa anche attraverso l'azione dei Magistrati. Il caso dello smottamento del terrapieno di contenimento della discarica di Malagrotta insegna che l'azione continua degli ambientalisti va affiancata e sostenuta dall'azione di controllo e continuo monitoraggio da parte degli enti preposti. Solo il caso ha voluto che a causa dello smottamento non ci siano state vittime o ingenti danni a cose e persone. La sentenza del Pretore Amendola individuava degli errori nella costruzione del terrapieno di contenimento della discarica, difatti mancavano i requisiti di sicurezza.

A questo punto ci domandiamo come è possibile per i cittadini residenti nei pressi della discarica continuare a vivere in tranquillità considerando anche il fatto che, dopo le polemiche e le inchieste giudiziarie di due anni fa, non si è saputo più nulla delle altre importanti indagini sulla regolarità di funzionamento della discarica di Roma.

VAS continuerà, anche per via giudiziaria, a cercare di fare chiarezza sul funzionamento di Malagrotta. Il Piano dei rifiuti approvato proprio ieri in Regione – conclude Zuppello - non è certo un passo avanti per far sì che si cominci davvero a fare una politica sui rifiuti ambientalmente compatibile, vantaggiosa economicamente per i cittadini e senza ombre di favorire gli interessi di poteri economici forti”.

Roma, 11 luglio 2002


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