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7^ edizione Campagna nazionale Diritti al Mare, diritti del Mare 2002 Milano 03 luglio 2002 E' ormai il 7° anno che VAS in stretta collaborazione con il Comando Generale della Capitaneria di Porto, con il patrocinio del Ministero dei Trasporti e della Navigazione e del Ministero dell'Ambiente lancia questa iniziativa. NADD Europe Acquatic Organization, grazie a lunghi anni di collaudata amicizia e collaborazione con VAS sulle tematiche ambientali in generale, si inserisce nella campagna "Diritti al mare, diritti del mare" per la parte specifica riguardante il mondo acquatico. L’inchiesta non è una novità tra le iniziative estive difatti, fin dal luglio 1995, VAS era impegnata ogni estate nella campagna “Diritti al mare” rivolta ai frequentatori dei litorali italiani, stimolati ad evidenziare situazioni di degrado. Con questa iniziativa nata dalla collaborazione succitata, i gestori di centri d’immersione, gli istruttori, le guide e i sub in genere, quindi gli operatori e gli utenti specializzati del settore, sono per la prima volta coinvolti in un iniziativa di segnalazione ambientale, Chi meglio di loro può conoscere la qualità delle acque marine e dell’ambiente circostante in quanto tutti i giorni, per mestiere o per passione, si immergono nelle acque del “Mare Nostrum”, pertanto essi rappresentano in qualità di “delegati ecologici” le due associazioni. Il lavoro di raccolta non è destinato solo ad una rilevazione di dati sulla qualità delle coste e dei fondali, ma vuole porre la sua attenzione anche ai “dintorni” evidenziando anche le problematiche relative alla accessibilità e alla qualità delle strutture turistiche e balneari in genere; la campagna verà supportata con iniziative di controllo e pulizia dei fondali effettuate dai subacquei della NADD Europe Acquatic Organization. La rilevazione dei fondali marini è un occasione in più per coinvolgere direttamente i cittadini e i turisti nella salvaguardia del mare e dei suoi abitanti. NADD Europe Acquatic Organization da il suo convinto contributo, diventando parte attiva, grazie all'esperienza acquisita e ad una fitta rete di operatori NADD Europe Acquatic Organization come istruttori di nuoto, di subacquea e relativi allievi e subacquei, diving, centri mare, scuole e circoli sparsi sul territorio nazionale, ~ durante le loro attività sono degli attenti osservatori dell'ambiente acquatico. La competenza degli Istruttori subacquei e l’accoglienza dei loro centri, spesso situati in punti strategici adiacenti alle aree di balneazione, saranno fondamentali per: effettuare un monitoraggio subacqueo, contribuire a ripulire i fondali da piccoli oggetti, collaborare con gli Enti locali che si volessero rendere protagonisti di recuperi più “impegnativi” per dimensioni o caratteristiche, distribuire e raccogliere le schede di adesione, promuovere l’iniziativa, identificare nuovi itinerari turistici subacquei, incentivare ed accrescere l’interesse per l’ambiente acquatico, rilevare e monitorare situazioni morfologiche di rilievo. Ad esempio uno dei problemi, in corso di monitoraggio, poco conosciuti dal grande pubblico, ma ben noto ai subacquei è quello costituito dalle reti perse ed abbandonate in mare, le cosiddette reti fantasma, spesso fonte di enormi danni all’ecosistema marino. La campagna sulle reti fantasma, è impostata sul doppio binario della ricerca e del recupero ambientale, per cercare di censire per la prima volta il fenomeno a livello nazionale e di valutarne la reale entità e pericolosità per la fauna e l’ambiente marino, la dinamica dell’impatto della rete con l’ambiente e l’effettiva durata nel tempo di questo stesso impatto, nonché infine il recupero di reti ancora pescanti e manifestamente dannose per l’ambiente. Un’altra iniziativa in corso da parte di NADD Europe Acquatic Organization è un progetto di valutazione della contaminazione delle specie vegetali ed animali che hanno colonizzato il relitto della superpetroliera Haven, di analisi dell’habitat sottomarino circostante ricoperto dai residui delle 144.000 tonellate di greggio che costituivano il carico della superpetroliera. L’analisi di indicatori biologici quali Ostrea edulis presenti in grandissimo numero, i rilievi fotografici su postazioni fisse con frequenza costante consentiranno di acquisire le informazioni necessarie per la realizzazione dello studio, la realizzazione di campi di volontariato con la partecipazione di subacquei opportunamente addestrati provenienti da tutta Italia. I risultati sono stati molto positivi e le numerose segnalazioni hanno contribuito a limitare, eliminando in molti casi, la situazione di degrado. Ma il successo di "Diritti al mare, diritti del mare" ci deve far riflettere su quanto ci sia ancora da fare per salvaguardare l'ambiente marino (uno dei patrimoni più importanti che abbiamo), e come questo non possa avvenire esclusivamente d'estate ma debba continuare durante tutto l'anno, anche nei mesi invernali. E' più importante prevenire che curare e anche i nostri allievi, futuri fruitori del mondo acquatico, devono essere sensibilizzati da subito sull'iniziativa "Diritti al mare, diritti del mare". Noi tutti non possiamo subire con rassegnazione la frase: "Cosa andiamo a fare in acqua nei nostri mari se non si vede più nulla?
"Continuiamo a difendere il "nostro" bene! Guido Pollice, Presidente VAS Aldo Torti, Presidente NADD |