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"VOGLIONO SCREDITARE
L'AGRICOLTURA BIOLOGICA"
MAGENTA - «Un'operazione strumentale per gettar fango su tutto il settore del biologico, a vantaggio di altri concorrenti di mercato a cominciare dai produttori di Ogm (i cosiddetti cibi geneticamente modificabili)».
E'questo l'amaro commento di Angelo Terraneo, socio della cooperativa di prodotti biologici del "Melograno", involontario protagonista di un'indagine condotta dai Nas (Nuclei antisofisticazione) dell'Arma dei carabinieri su vasta scala. Oltre 540 aziende controllate su un numero complessivo di circa 60.000 regolarmente certificate in tutta la penisola.
In base ai primi rilievi, sulle mele esaminate, si sarebbero trovate tracce di sostanze non in linea con i requisiti imposti dall'Associazione italiana agricoltura biologica. Si tratta, in ogni caso, di una vicenda piena di stranezze. A raccontarle è lo stesso Terraneo che spiega: «I controlli sono stati effettuati il 12 settembre del 2001 su mele, arance e limoni.
A distanza di circa tre mesi (il 17 dicembre), ho ricevuto comunicazione scritta dai Nas di Milano che non emergevano irregolarità per gli ultimi due prodotti elencati. Quanto alle mele, invece, non si diceva nulla». Ed è veramente singolare che il commerciante di via Petrarca sia stato informato da una troupe del Tg5 di essere stato inserito nella "lista nera" redatta dagli uomini dell'Arma. E' per questa ragione che Terraneo si è messo subito in contatto con i vertici della Aiab «perché sono il primo a volerci vedere chiaro in questa storia». Non fosse altro perché il 13 marzo del 2001, il suo esercizio era stato già oggetto di una verifica condotta dagli esperti dell'Asl che aveva accertato «la piena conformità di tutta la merce in vendita».
Detto questo, Terraneo sottolinea «il rapporto di profonda conoscenza che esiste con i suoi fornitori». «Quanto alle mele stiamo parlando di un professionista del Trentino, che fa con passione e grande serietà il proprio lavoro». «Certo - aggiunge - nessuno si sente di escludere che in un settore come il nostro, che ha avuto una crescita esponenziale, si nasconda qualche truffatore.
Ma questo non può essere il caso di una persona che ha fatto del biologico la sua vera missione da più di 20 anni». La conclusione è ancora riservata «a una certa forma d'informazione 'drogata', che dimentica che il biologico è sicuramente più sicuro rispetto ai cibi tradizionali». Da qui la decisione di avviare una campagna di controinformazione con l'organizzazione di un convegno nella prossima primavera.
F. V.
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