10.04.06
Pedalare Prodi, pedalare...

L’Unione ha
vinto, dopo
qualche sobrio
spumantino chiediamo
al nostro
dipendente Romano
Prodi di
mettersi subito al
lavoro da domani
mattina iniziando
dagli inceneritori.
Pedalare Prodi,
pedalare...
“ Gentile Presidente
del Consiglio Romano
Prodi,
La produzione di
energia
attraverso
l'incenerimento dei
rifiuti,
caso unico e
contestato in Europa,
oggi è fortemente
sovvenzionata dallo
Stato,
perché beneficia
impropriamente del
cosiddetto
contributo Cip 6,
destinato alle fonti
"energetiche
rinnovabili" che
paghiamo nella della
bolletta elettrica:
senza il Cip6 la
produzione di
energia da rifiuti
non presenterebbe
alcun vantaggio
economico rispetto
alle fonti
rinnovabili.
La stessa
Commissione Europea,
che Lei ha
presieduto, nel 2003
con il Commissario
Commissario UE per i
Trasporti e
l’Energia, Loyola De
Palacio, in risposta
ad una
interrogazione dell’
europarlamentare
Monica Frassoni, in
data 20.11.2003 (risposta
E-2935/03IT)
ha ribadito il fermo
no dell’UE
all’estensione del
regime di
sovvenzioni europee
per lo sviluppo
delle fonti
energetiche
rinnovabili,
previsto dalla
Direttiva 2001/77,
all’incenerimento
delle parti non
biodegradabili dei
rifiuti.
Queste le
affermazioni
testuali del suo
Commissario
all’energia nel
2003: “La
Commissione conferma
che, ai sensi della
definizione
dell’articolo 2,
lettera b) della
direttiva 2001/77/CE
del Parlamento
europeo e del
Consiglio, del 27
settembre 2001,
sulla promozione
dell'energia
elettrica prodotta
da fonti energetiche
rinnovabili nel
mercato interno
dell'elettricità, la
frazione non
biodegradabile dei
rifiuti non può
essere considerata
fonte di energia
rinnovabile”.
Uno studio
dell'Università
Bocconi del 2005
ha dimostrato che
il costo di
1 MWh
prodotto da un medio
impianto
idroelettrico è pari
a 66 euro che scende
a 63 se viene
prodotto all'eolico,
sale a 121 se
prodotto da biomasse
e arriva a 280 se si
tratta di
fotovoltaico.
L'incenerimento di
rifiuti solidi
urbani con
“recupero energetico”,
senza considerare il
costo di gestione e
trattamento dei
rifiuti ed i danni
alla salute umana
causati dalle
nanoparticelle,
prima che arrivino
all'inceneritore,
è di 228
euro MWh.
Questo significa che
se il Cip6, che noi
paghiamo nelle
nostre bollette Enel,
andasse alle fonti
veramente
rinnovabili
in Italia ci sarebbe
convenienza ad
andare sul solare,
non sugli
inceneritori!
Se il contributo
statale venisse
destinato alle fonti
veramente
rinnovabili e non ai
rifiuti, la
produzione elettrica
dal cosiddetto Cdr (Combustibile
da rifiuti) e
tramite
Inceneritori
chiamati
impropriamente e
solo in Italia "Termovalorizzatori"
non avrebbe nessun
vantaggio economico.
Né per il cittadino
né per le aziende
che scelgono di
produrre energia
attraverso questo
sistema o di
smaltire rifiuti
tramite
l'incenerimento.
Inoltre gli
inceneritori,
specialmente quelli
di nuova generazione,
come hanno
dimostrato gli studi
del dottor Stefano
Montanari e della
dottoressa
Antonietta Gatti,
producono
pericolosissime
nanoparticelle
inorganiche
(Pm 2,5 fino a Pm
0,01) che penetrano
nel sangue e da lì
si depositano negli
organi del corpo
umano e sono causa
di gravi malattie,
tra queste il cancro.
Sono le cosiddette
nanopatologie.
Queste nanopolveri
si creano tramite le
altissime
temperature che si
generano. Una storia
già vista anche
presso la
centrale Enel ad
olio combustibile di
Porto Tolle
(dove Tatò,Scaroni
ed Enel sono stati
condannati a
risarcire tre
milioni di euro),
tra i reduci della
Guerra del Kossovo e
in Irak (la
cosidetta "Sindrome
del Golfo" causata
dai proiettili ad
uranio impoverito o
al tungsteno), nel
crollo delle
Torri Gemelle a New
York e
nelle zone
industriali. Anche
alcuni Filtri
Antiparticolato sono
fortemente
sospettati di
produrre le
pericolose
nanoparticelle.
Come primo atto del
suo governo le
chiediamo quindi di:
- rispettare i
dettati europei ed
abolire
immediatamente i
finanziamenti
all'incenerimento
dei rifiuti
in quanto non sono
fonte d'energia
rinnovabile. Come
succede in altri
paesi d'Europa
l'incenerimento dei
rifiuti va tassato
e, diciamo noi,
vietato
- abolire la
"Legge Delega"
sull'Ambiente del
Governo Berlusconi
che prevede
tra l'altro un
inceneritore in ogni
provincia oltre
all'eliminazione di
tantissimi vincoli a
tutela dell'ambiente
e quindi della
salute
- puntare
decisamente, per
gestire l'intero
ciclo di gestione
dei rifiuti, a:
riduzione alla
fonte,
tassare chi produce
più imballaggi ed
incentivare chi
punta su riutilizzo
e riduzione rifiuti,
raccolta
differenziata
obbligatoria in
tutta Italia come è
in Germania e per il
trattamento del
residuo utilizzare i
moderni sistemi di
Trattamento
Biologico "a
freddo", cioè senza
incenerimento già
sperimentati in
altre realtà europee
e a Sidney in
Australia, che oltre
a non produrre
nanopolveri costano
circa il 75% in meno
degli impianti di
incenerimento
-
riconoscere per
legge la
pericolosità delle
nanoparticelle
(inferiori a Pm 2,5
fino a Pm 0,01) come
già diversi studiosi
da tutta Europa
stanno chiedendo
alla Commissione ed
al Parlamento
Europeo.
Vogliamo cambiare.
Lei ha, per ora, la
nostra fiducia”.
Beppe Grillo
e i blogger