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Dai dati presentati al 19° Congresso Mondiale dell'Energia, nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% al'8.5%. Come risulta dalla tabella aumenterà la produzione di energia ottenuta con il gas e le fonti rinnovabili, mentre diminuirà quella ottenuta da petrolio, carbone ed idroelettrica.
Ciònonostante aumentano le pressioni del mondo politico ed economico per un ritorno all'energia nucleare.
I sostenitori del nucleare affermano che questo tipo di energia sia sicuro, meno inquinante ed economico.
Non è vero.
Non è sicura.
Esiste una lunga casistica di incidenti nel mondo (come Detroit, Three Mile
Island, Chernobyl, il Superphenix in Francia) che hanno causato disastri
ambientali, con centinaia di migliaia di persone esposte alle radiazioni che
ne hanno provocato la morte o danni genetici irreversibili.
Se le centrali nucleari sono così sicure per quale motivo non esistono
Compagnie Assicurative disposte a stipulare una RC (Responsabilità Civile) per
assicurarle?
Non è pulita.
I sostenitori affermano che le centrali nucleari non inquinano perchè non
immettono anidride carbonica nell'atmosfera.
Vero.
Ma non si preoccupano di dire che il funzionamento di una centrale e il
trattamento e la sepoltura delle scorie radioattive, determinano dei danni
all'ambiente molto più gravi e duraturi.
Non è economica.
Non è vero che il costo aziendale dell'elettricità ottenuta con il nucleare
sia inferiore a quello dell'elettricità ottenuta da altre fonti. Bisogna
infatti includere anche i costi di smantellamento delle centrali nucleari alla
fine della loro vita utile e i costi di stoccaggio, nel lungo periodo, del
combustibile nucleare e delle scorie radioattive.
Ha ragione il Professor Giorgio Nebbia quando sottolinea la necessità di domandarci se valga la pena di proseguire questa corsa alla produzione di merci ed energia senza chiederci che cosa produciamo, che cosa acquistiamo, cosa accade all'interno delle fabbriche e delle centrali e a cosa servano le merci prodotte.
Un controllo pubblico sugli atti dei Governanti e degli imprenditori ridurrebbe le morti e i danni per gli uomini e costituirebbe un formidabile stimolo per l'innovazione, la ricerca scientifica e per la realizzazione di prodotti in grado di soddisfare i veri bisogni umani che comprendono la sicurezza, il diritto alla vita e la dignità.