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Editoriale del 24 Gennaio 2001

TOLLERANZA ZERO


di Guido Pollice, Presidente VAS

 

Il Ministro per le Politiche Agricole e Forestali (MiPAF) ha risolto l’estenuante braccio di ferro intrapreso dalle multinazionali del biotech, con un perentorio "tolleranza zero" a qualsiasi forma di inquinamento da OGM delle sementi convenzionali commercializzate nel nostro Paese.

Per il secondo anno consecutivo due Ministri dell’Agricoltura, Alfonso Pecoraro e Giovanni Alemanno, espressione di opposte coalizioni di Governo, hanno ribadito una scelta politica in difesa della qualità agricola del nostro Paese e rispedite al mittente le pretese delle multinazionali di ottenere deroghe alla legge che tutela le sementi naturali da forme di inquinamento da OGM. Il tentato golpe OGM si è quindi risolto in un fiasco per le multinazionali del transgenico, che con la contaminazione delle sementi naturali si erano poste l’obiettivo di determinare un inquinamento di fatto delle produzioni agricole e, in barba alle leggi, di proclamare l’anacronismo dell’attuale blocco alla commercializzazione e alla coltivazione di piante OGM. Il fallimento della forzatura e il manifestarsi di una salutare trasversalità politica, non disponibile a consegnare l’economia agricola del Paese in ostaggio del monopolio transgenico, rendono alquanto pesante questa nuova battuta d’arresto delle imprese biotech. Tanto più che nei confronti della proposta OGM si vanno ogni giorno restringendo sia i margini di consenso sociale sia la sopportazione dell’intera filiera produttiva dell’agro-alimentare nazionale. E se certo non può dirsi una novità che l’ennesimo sondaggio di opinione, questa volta commissionato nell’ottobre scorso dal MiPAF, rileva nella popolazione un ormai costante 85% di non disponibilità alla scelta transgenica, è sicuramente il segno di una misura ormai colma il fatto che per la tolleranza zero siano congiuntamente scesi in campo VAS, Federconsumatori, Coldiretti, Coop-Italia, CNA-Alimentare, Unione Alimentare-CONFAPI e ASSEME, l’associazione di categoria che rappresenta i produttori nazionali di sementi. Il recente deliberato unanime del Consiglio Nazionale dei Consumatori, che ha ribadito il suo secco no alla contaminazione da OGM delle sementi, è giunto a convincere anche i più scettici di una realtà non prevedibile sino a pochi anni fa: per quanto influente, la lobby industriale del transgenico è sempre più l’espressione di una proposta socialmente rifiutata e produttivamente indesiderata.

Ma come in tutti i tentativi di golpe, anche in quello transgenico i congiurati difficilmente si manifestano inclini ad accettare le regole della democrazia ed è per tanto possibile che la lobby biotech cerchi ora di premere sul Ministero della Salute, affinché nei prossimi due mesi (quelli salienti per l’arrivo delle sementi importate da oltre Atlantico) si verifichi una rarefazione nei controlli effettuati dai presidi della Sanità Marittima nei porti di Genova, La Spezia, Livorno e Ravenna. A scanso di equivoci VAS ha preventivamente inoltrato la richiesta agli Assessorati alla Sanità e all’Agricoltura delle Regioni Liguria, Emilia Romagna e Toscana affinché mettano anch’essi in atto le proprie competenze per effettuare i controlli sulle sementi in arrivo. Con quest’ultima e aggiuntiva precauzione nelle prossime settimane sapremo quante, delle oltre 30 navi sementiere in arrivo nel nostro Paese, trasportano sementi contaminate da OGM. Sementi che in virtù del principio di Tolleranza Zero verranno rispedite al mittente.



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