| Editoriale del 9 Dicembre
2001 Milano Loro di Fabio Fimiani * Dopo i poteri commissariali per la depurazione delle acque, il sindaco di Milano Gabriele Albertini riceverà anche quelli, inediti, per il traffico. Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri, dopo le pressioni del primo cittadino sul presidente Silvio Berlusconi. "La dittatura elettiva", teorizzata nel suo primo mandato da Albertini, si sta trasformando sempre più in una moderna versione di podestà. Ed è paradossale che il capofila degli oppositori sia il ministro allambiente Altero Matteoli, che è di Alleanza Nazionale. Tuttavia da maggio, periodo di svolgimento delle elezioni amministrative, ad oggi, sono passati sette mesi e, per adesso, vi è stata solo la proclamazione dello stato demergenza da parte del governo, latto formale che precede il decreto di attribuzione dei poteri speciali. Fino a gennaio la battaglia istituzionale e politica avrà tempo di svolgersi. Il ministro ha già escluso che potrà essere introdotto il pedaggio di entrata a Milano per chi non risiede nella metropoli. Il rischio concreto è che, alla fine dello scontro istituzionale in corso, il commissariamento sia più unoperazione di facciata che un provvedimento concreto. La vicenda appare assai inquietante nei giorni dei blocchi della circolazione privata per troppo inquinamento, della paralisi del traffico per eccesso di auto, circolanti e parcheggiate, e per il fallimento del commissariamento per la depurazione delle acque. Forte di questo successo Albertini a marzo aveva ottenuto dallaspirante presidente del consiglio Silvio Berlusconi la promessa che, in caso di vittoria alle elezioni politiche, sarebbe stato nominato commissario al traffico. Il primo cittadino uscente aveva subordinato laccettazione della candidatura per la seconda volta a sindaco di Milano per la Casa delle Libertà alla promessa formale di ottenere questo incarico, un inedito nella storia della Repubblica italiana. Questa richiesta era stata accettata con molte riserve dai partiti della coalizione. Nel frattempo la situazione dellarea metropolitana milanese, ma anche di molte altre zone della Lombardia, è nettamente peggiorata. Cause principali la ripresa economica, il mancato spostamento delle merci dalle strade ai binari, e le politiche urbanistiche di deregolazione selvaggia attuate a Milano e nel resto della regione da parte del centrodestra al governo. Ciliegina sulla torta lautorizzazione della giunta di Roberto Formigoni ad utilizzare il btz, combustibile a basso contenuto di zolfo, nella caldaie degli edifici pubblici e nei palazzi dellAzienda Lombardia di Edilizia residenziale (ex Istituto Autonomo Case Popolari). Questo tipo di propellente produce al metro cubo sessantaquattro volte le micropolveri dellequivalente in metano, e il doppio del gasolio. I guasti sono nei polmoni, ma anche negli occhi, di tutti i cittadini. Laria non è mai stata così irrespirabile dai tempi del riscaldamento a carbone. le centraline di rilevamento dellAgenzia Regionale per la Protezione dellAmbiente registrano il ritorno sopra la soglia di allarme anche delle polveri totali, come non accadeva da vent'anni. Inoltre è forte la presenza del biossido di azoto, del benzene e dellozono, questultimo soprattutto destate. Il mese scorso una ricerca dellArpa ha confermato che la fonte primaria dellinquinamento da micropolveri sono le auto, per lottanta per cento. Il rimanente venti è suddiviso tra il cinque per cento delle industrie e il quindici degli impianti da riscaldamento. Questultima fonte è provocata allottanta per cento delle caldaie a btz. Solamente il cinque per cento dei palazzi a Milano sono riscaldati con questo combustibile e sono gli immobili del Comune e dellAler. La situazione è inoltre destinata a peggiorare gravemente nei prossimi mesi ed anni a causa del completamento delle varianti urbanistiche concepite dalla prima amministrazione Albertini, anche grazie alle nuove leggi regionali urbanistiche volute dal presidente Formigoni. La mancanza di verde e servizi, ad iniziare da quelli di trasporto, è destinata a peggiorare esponenzialmente, peggiorando quindi il congestionamento delle auto private, e, di conseguenza, facendo aumentare linquinamento dellaria, ma anche quello da rumore, troppo spesso dimenticato. Questo capolavoro di buongoverno, completamente anticipato dagli ambientalisti, mai presi in considerazione, viene ora premiato anche con i poteri commissariali per il traffico. La pochezza di questa azione amministrativa, peraltro poco spiegata ai cittadini, prevede lattribuzione di competenze inedite, la cui efficacia è quindi immaginata solo dal sindaco e dalla sua ristretta cerchia di consiglieri. Alla fine, magari, il "dittatore elettivo" riuscirà a recuperare qualche mese nei ritardi delle gare di appalto per le grandi opere pubbliche che non ha progettato nel suo primo mandato. I principali cantieri aperti, tutti in grave ritardo, risalgono per la gran parte alla giunta comunale di Marco Formentini. Restano, comunque, aperti i problemi di infrastrutture progettate in base alla valorizzazione dei terreni dei privati che pensano alla Milano loro. Lutilità per i cittadini è, infatti, sempre subordinata agli affari loro. Inoltre i problemi del traffico, come quelli delle acque, dei rifiuti, della pianificazione territoriale, devono essere affrontati almeno su scala metropolitana. La città non può essere ancora ostaggio degli affari e della pochezza intellettuale e politica dei gruppi imprenditoriali che hanno appoggiato questa amministrazione. Milano non è loro. E nostra, di tutti i cittadini. Anche non residenti. Fabio Fimiani * giornalista di Radio Popolare di Milano |