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"Questa gente ignora che la bicicletta è ben più di uno sport e di un mezzo di lavoro. La bicicletta è una rivoluzione, una riconquista dello spazio pubblico, l'impegno ad assumersi, a partire dal territorio, la responsabilità di riplasmare le nostre metropoli." T.H. Culley, Il messaggero. L’arte di andare in bicicletta & il caos della metropoli.

 

Una massa critica pedala anche per Milano

di Maurizio Baruffi, Consigliere Comunale di Milano


Ogni giorno migliaia di milanesi salgono in sella e si attrezzano alla quotidiana battaglia nel traffico e nello smog. Nonostante i pochissimi chilometri di piste ciclabili, spesso frammentate in modo da renderne pressoché inutile l’esistenza, nel traffico arrogante e noncurante (quante portiere schiviamo ogni tragitto ?), con la difficoltà di posteggiare in un luogo sicuro e di scongiurare i furti, ogni giorno i ciclisti milanesi aumentano. Ognuno di loro (di noi !) meriterebbe un premio, perché contribuisce con il suo gesto a ridurre l’inquinamento (il PM10 è di nuovo fra noi per la stagione autunno-inverno), ad affollare di meno i mezzi pubblici, a decongestionare il traffico. 

Da circa un anno si è affacciata sulla scena cittadina una importante novità, che ha immediatamente suscitato altre inziative analoghe a macchia di leopardo in tutta Italia. Si tratta della massa critica. O Critical Mass, per dirla in lingua originale. E' una "coincidenza organizzata" di ciclisti che si ritrovano con cadenza regolare (una volta alla settimana, ogni giovedì sera alle 21.30), in un posto prefissato (Piazza dei Mercanti a Milano, ribattezzata Piazza Graziano Predielis in memoria di un anziano ciclista vittima di un pirata della strada), senza un percorso organizzato. A un certo momento qualcuno decide che si è stufato di aspettare e il gruppo inizia a muoversi. La direzione la sceglie chi sta in testa, il codice della strada viene reinterpretato dalla massa ciclica e gli automobilisti diventano vittime del "traffico" di centinaia di biciclette. 

Critical Mass è un fenomeno nato a S.Francisco dieci anni fa e si potrebbe definire come una radicale espressione di protagonismo ciclistico. Al decennale di Critical Mass, festeggiato a Milano con un imponente corteo di almeno 500 ciclisti, ho sentito: << Non vogliamo le piste ciclabili, vogliamo che le strade siano ciclabili>>. La radicalità dell’azione collettiva della massa critica è l’elemento nuovo e più vitale della partecipazione civica degli ultimi tempi e pone una domanda di riconoscimento di diritti soggettivi e di bisogni dei cittadini che hanno scelto la mobilità sostenibile a fronte della paralisi da automobile e della dipendenza dal petrolio. 

Anche le istituzioni devono accorgersi di quella domanda. Ma Critical Mass non è un'associazione o un gruppo di pressione organizzato, con rivendicazioni puntuali e riformiste. E' una espressione, gioiosa e divertente, di una condizione soggettiva. Non ci si iscrive, non si è esponenti di Critical Mass. Chi ha voglia, chi ha tempo, ci va. E ogni giorno, quando si pedala da soli e si incontra un ciclista, si diventa una piccola massa critica. 

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Maurizio Baruffi
Consigliere Comunale di Milano
http://www.ilbaruffi.it
Email: mbaruffi@fuoriluogo.it

Per entrare in contatto virtuale con la massa critica: 
Cm-milano mailing list Cm-milano@inventati.org 
www.inventati.org/criticalmass

 


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