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Editoriale del 3 maggio 2002


A giugno, anche VAS al contro-Vertice FAO:
Il Forum per la sovranità alimentare


di T.P.

Tutti ricorderanno le discussioni, all’indomani di Genova lo scorso luglio, legate allo svolgimento del Vertice sull’alimentazione della FAO programmato, a distanza di cinque anni dal precedente, per il novembre 2001. Non è necessario ripercorrere le polemiche sulle minacce alla sicurezza nella capitale, la proposta del Governo di "cedere" l’organizzazione del Vertice ad un Paese povero, la decisione, infine, di rimandare il tutto.

Non tutti sanno, al contrario, che il Vertice della FAO si terrà a Roma tra poco più di un mese. Senza addentrarsi nell’analisi delle ragioni che renderebbero l'attuale momento più sicuro, mentre la vicenda di Napoli brucia come una ferita aperta, vale la pena di rilevare come l’evento, la cui enorme rilevanza non sfugge a nessuno, stia finora passando in sordina.

Ai governi che si riuniranno nel Vertice Fao spetta di verificare le strategie sull’alimentazione, capire le ragioni del fallimento del pur modesto piano di riduzione della fame messo a punto cinque anni fa. In questo esercizio, la FAO continua ad inseguire un modello di sviluppo agricolo intensivo e legato al ricorso agli OGM come ausilio alla lotta contro la denutrizione.

La posta in gioco, peraltro, non sono solo quei miliardi di persone che, in diverse parti del pianeta, lottano per restare in vita guadagnandosi l’accesso a cibo e acqua. E’ evidente come, in un mondo globalizzato, i destini di tutti siano inevitabilmente intrecciati; come, in particolare, la questione della sovranità alimentare per alcuni sia connessa alla sicurezza alimentare di altri.


La società civile internazionale

Su queste premesse, le organizzazioni sociali e non governative (Ong/Osc) di tutto il pianeta hanno avviato, già dal marzo 2000, l'organizzazione del Forum per la Sovranità Alimentare, che si terrà, in concomitanza con il Vertice FAO, a Roma dall'8 al 13 giugno, rappresentando il punto di arrivo di una lunga fase di consultazioni.

Il Forum parte dal presupposto che fame e povertà possono essere sconfitte grazie ad un'agricoltura sostenibile e senza il ricorso all'ingegneria genetica. Si vuole affermare che combattere la fame è possibile, che i governi devono fare la loro parte e che nel trattare questi problemi ogni delega alla tecnologia è inevitabilmente fallimentare.

Il Forum per la Sovranità Alimentare si articolerà in una fitta serie di iniziative, con sessioni plenarie aperte ai circa 600 delegati delle Ong/Osc, workshop su temi specifici aperti a tutti, iniziative serali in vari punti della città.

E’ Inoltre in preparazione a Roma, per sabato 8 giugno, una grande manifestazione, convocata in adesione all'appello lanciato da dieci contadini di varie nazionalità, ingiustamente imprigionati per aver difeso i propri diritti. Alla marcia, che precederà l’avvio del Vertice, parteciperanno i rappresentanti delle Ong internazionali, un grande movimento di base come Via Campesina e il Social Forum.


Il Comitato italiano

Tutta l’organizzazione del Forum Ngo/Cso è gestita da un Comitato Italiano, cui aderisce Verdi Ambiente e Società, che raggruppa Organizzazioni agricole italiane, associazioni dei produttori biologici, Sindacati dei lavoratori dell’agroindustria, associazioni di consumatori, associazioni ambientaliste, Organizzazioni non governative di sviluppo e movimenti della società civile.

Il Comitato italiano sta lavorando per contribuire, con una propria originale riflessione, ai grandi temi individuati a livello internazionale:

  • Diritto al cibo e alle risorse (diritto alla terra, all'acqua, alla biodiversità, diritti dei lavoratori del settore agroalimentare e diritti dei popoli nativi);
  • Modelli alternativi di agricoltura (con una critica al modello industrialista e agli OGM, ed una presentazione delle alternative esistenti);
  • Sovranità alimentare (democrazia, partecipazione, diritto dei popoli a determinare la propria politica alimentare, sviluppo agricolo, mercato dei prezzi,   lotta al dumping, salubrità degli alimenti).

Come europei il nostro contributo a questi temi è legato alla capacità di agire per una radicale riforma della Politica agricola comunitaria.


Il lavoro sugli OGM

In maggio, la Conferenza regionale per l'Europa della FAO, a Cipro, sarà affiancata da una Consultazione di Ong/Cso europee, che sarà parte integrante del processo di preparazione del Forum di Roma.

In vista sia di questo incontro che del Forum, il Comitato Italiano si è organizzato in sei Gruppi di Lavoro.

Il primo dei sei, il Gruppo di Lavoro sulle Biotecnologie, che opera sotto la responsabilità di VAS, è chiamato a definire la posizione della società civile italiana in materia di OGM, brevettazione della vita e impatto delle colture transgeniche sui sistemi agrari.

E’ noto come le biotecnologie siano spesso demagogicamente indicate come la soluzione principe di fronte ai problemi della fame nel mondo, mentre gli oppositori degli OGM sono tacciati di essere anime belle e occidentali che condannano alla sofferenza gli abitanti dei paesi più poveri. L’elaborazione del Gruppo di Lavoro mira a ribaltare questa impostazione, dimostrando come la diffusione e la brevettazione di OGM abbia come unico reale obiettivo l’arricchimento delle multinazionali del settore agro-alimentare.

il Gruppo sta elaborando delle proposte, che muoveranno su tre binari che andranno a costituire il contributo italiano all’incontro della società civile europea di Cipro e verranno discusse nel corso del Forum per essere sottoposte al governo italiano, che non ha ancora definito la propria posizione negoziale per il Vertice FAO.

Una delle proposte che il Comitato italiano sottoporrà al Governo sarà quella di predisporre un Piano sementiero nazionale, con il duplice obiettivo di salvaguardare la produzione italiana, tipica o biologica ma comunque OGM free, e di contrastare la minaccia di monopolio delle multinazionali dell’agri-business.

Presto online tutte le proposte sugli OGM.

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