| Editoriale
Settembre-Ottobre 2001 Il mondo sta cambiando di Bertrand Charrier * L11 settembre 2001 gli USA hanno subito uninimmaginabile tragedia. Gli attacchi terroristi lasceranno una cicatrice perenne e cambieranno il modo in cui il mondo verrà portato nel futuro. Cè stata una dimostrazione universale di solidarietà verso le persone danneggiate dal dolore e dallo shock, e messaggi di solidarietà verso lamerica sono arrivati da quasi ogni paese. Mentre aspettiamo ansiosamente di vedere quale azione verrà intrapresa dagli USA e dai suoi alleati per rivalersi su questo crimine atroce e per combattere il terrorismo internazionale, e speriamo che i responsabili siano consegnati alla giustizia, è comunque importante fare un passo indietro e guardare allintero quadro e alle cause più profonde di malessere. Le cause che sono dietro la tragedia vengono analizzate nel dettaglio, ma nessuna di esse sarà soddisfacente per le vittime. Quelle arbitrarie saranno respinte. La storia è piena di atti di fanatismo, di gente spinta a crimini indicibili nel nome della religione. Sfortunatamente è anche piena di casi in cui odio, intolleranza e sentimenti mal riposti di rabbia hanno portato alla violenza contro persone innocenti. Ma è sbagliato e pericoloso provare a spiegare gli attacchi terroristici dell11 settembre in termini di conflitto di civiltà, perché i terroristi non rappresentano una civiltà, o in termini di guerra religiosa, perché le azioni e il credo di questi fanatici non riflettono ciò che è insegnato da alcuna religione. Ma è essenziale guardare alle basi del terrorismo, trovare le ragioni, comunque ingiustificate, che si nascondono dietro quellodio a cui tutti abbiamo assistito un mese fa. Qualsiasi lotta contro il terrorismo risulterà vana in ultimo se non se ne conoscerà lorigine. Una causa è certamente lesclusione, il rifiuto e il senso di ingiustizia provato da coloro che non beneficiano del post colonialismo, di un mondo post Guerra Fredda ed ora sempre più globalizzato: il povero,lanalfabeta, chi non ha una terra, i rifugiati, chi vive allombra della guerra passata e presente. La povertà è di per sé stessa una forma di oppressione violenta, specialmente quando deriva da un accesso chiaramente ingiusto alle risorse naturali. Klaus Töpfer, Direttore Esecutivo dellUNEP, ha sottolineato questo punto durante una conferenza stampa in Kazakhstan il 23 settembre: "La povertà ed il degrado ambientale possono alimentare le fiamme dellodio ed infiammare una fede al punto tale da credere che il terrorismo è lunica soluzione per le malattie della comunità o della nazione. Quando alle popolazioni si nega laccesso allacqua, al suolo e allaria pulita, che altro non sono che i bisogni di base delluomo, vediamo la soglia della povertà, delle malattie, del senso di disperazione. Gente disperata può arrivare a soluzioni disperate. Potrebbero non interessarsi molto di ciò che succede loro e alle persone che feriscono." E venuto il momento per tutto il mondo industrializzato di realizzare che la differenza crescente tra i paese ricchi e poveri, il processo ingiusto della globalizzazione, il numero crescente di rifugiati "ambientali ed economici", e la diminuzione delle risorse naturali contribuiscono allinstabilità globale, e le soluzioni non possono essere trovate incrementando semplicemente i budget militari . Questo deve essere concretizzato il prossimo anno a Johannesburg, in Sud Africa. Nel settembre 2002, il summit sullo sviluppo sostenibile (WSSD) avrà luogo in questa città, in questo paese che ha mostrato al mondo che, con la determinazione, la profondità della disperazione può dare origine alla speranza e alle soluzioni. Lagenda del summit non è stata ancora annunciata, ma i temi che sono emersi dalle discussioni regionali ed internazionali sono: sradicamento della povertà, produzione e consumo sostenibile, governo e giustizia, ed "assicurazione" dellintegrità degli ecosistemi della terra. Questi temi sono molto più importanti oggi che un mese fa ed i cittadini interessati dovrebbero mettere sotto pressione i propri governi per impegnarli completamente a partecipare a Johannesburg. La delegazione che ha partecipato ai recenti incontri preparatori della CEE per il WSSD può confermare che la sfida affrontata da coloro che tentano di opporsi alla tendenza dei paesi "potenti" a minimizzare gli obblighi imposti dai Summit e dalle dichiarazioni internazionali. Gli orrori dell11 settembre ci hanno mostrato che il mondo è molto più vulnerabile ed interdipendente d quanto non pensassimo, dobbiamo essere forti e determinati per la costruzione di un futuro miglio per tutti. * Direttore esecutivo di Green Cross International Link: Green Cross Italia |