Ad aprile avrà inizio la campagna di semina di Mais e Soia, ed è ormai noto anche alle pietre che nessuna varietà OGM è autorizzata alla semina né in Italia né in Europa. Ma per le industrie sementiere la legge è evidentemente un optional e si apprestano a commercializzare sementi OGM mescolate a quelle naturali.
Semina di mais e soia in Italia
1. Mais:
La superficie interessata alla coltura del mais ammonta a 1,2 milioni di ettari ed è prevalentemente concentrata nell'area Centro-Nord del Paese. L'85% della produzione è infatti espressa da sole quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia.Il quantitativo di sementi necessario al fabbisogno interno è stimabile in 206.147 quintali, dei quali 114.992 sono prodotti in Italia, mentre il quantitativo restante, pari a 91.155 q., è di provenienza statunitense.
2. Soia: La superficie interessata alla coltura della soia ammonta a 234.500 ettari, pressoché concentrata nelle regioni a Nord degli Appennini.
Il quantitativo di semi di soia necessario al fabbisogno interno è stimabile in 262.463 quintali di cui solo 56.157 sono prodotti in Italia, mentre la parte restante, pari a 206.306 q., è di provenienza statunitense.
Contaminazione transgenica annunciata
E' del 13 ottobre 2000 la comunicazione con la quale l'Associazione Italiana Sementi (AIS) ha reso noto "... che le aziende sementiere operanti nei settori del mais e delle oleaginose, associate all'AIS, non sono in grado di garantire allo stato attuale la disponibilità per i fabbisogni della prossima campagna di sementi di mais e di soia senza alcuna presenza accidentale di OGM".
Stima della contaminazione OGM
Di fatto l'AIS rende noto di non essere in grado di garantire la legalità nei comportamenti delle aziende ad essa associate.
O più precisamente l'AIS, affermando che le aziende ad essa associate "... non sono in grado di garantire allo stato attuale la disponibilità per i fabbisogni della prossima campagna di sementi di mais e di soia senza alcuna presenza accidentale di OGM", intende comunicare l'impossibilità di garantire l'assenza di OGM dagli stock di sementi di origine statunitense: vale a dire 91.155 quintali di mais (44,2% del fabbisogno interno) e 206.306 quintali di soia (78,6% del fabbisogno interno).
Cioè una quantità di sementi in grado di contaminare 530.621 ettari, pari al 44,2% di 1,2 milioni di ettari coltivati a mais, e 184.326 ettari, pari al 78,6% dei 234.500 ettari coltivati a soia.
I soliti noti del far-west biotech
La posizione espressa dall'AIS è allarmante ma non stupisce. Infatti fra le 22 aziende associate all'AIS, nei settori del mais e delle oleaginose, vi sono anche i colossi del monopolio sementiero, notoriamente impegnati a promuovere la diffusione delle varietà vegetali transgeniche di cui sono produttori: Monsanto, Novartis, Pioneer Hi-Bred, Advanta.
L'intervento della magistratura
C'è poco meno di un mese per prevenire le gravi conseguenze di un inquinamento genetico delle coltivazioni nazionali. Allo scopo di prevenire l'irrimediabile l'Associazione Verdi Ambiente e Società ha presentato un Esposto-Denuncia alla Procura della Repubblica di Roma, sollecitando l'apertura di una inchiesta, e ha formalmente richiesto l'intervento ispettivo dei Comandi dei Carabinieri "Tutela Norme Comunitarie Agroalimentari", del "Nucleo Antisofisticazioni" e del "Nucleo Operativo Ecologico".
Aziende sementiere diffidate
Per non lasciare nulla di intentato, i legali dell'associazione Verdi Ambiente e Società hanno inoltrato a ciascuna delle 22 Aziende sementiere operanti nei settori del mais e della soia, associate all'AIS, formale diffida dalla commercializzazione di partite di seminativo costituito in toto o in parte da sementi di origine transgenica. Un atto essenziale per poter, in caso di contaminazioni accertate delle colture agricole, citare in giudizio le aziende responsabili dell'avvenuta commercializzazione di sementi transgeniche.
Semina di Mais e
Soia: allarme OGM in vista
La diffida di VAS
Aziende associate all'Associazione Italiana Sementi
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