| Assedio a Monsanto e a Syngenta
A una settimana dall'inizio della stagione della semina di mais e soia nel nostro Paese, sono complessivamente sette i carichi di sementi contaminati da OGM, provenienti dagli Stati Uniti, che siamo riusciti a individuare e a rendere noti all'opinione pubblica. Il lupo perde il pelo... ma non il vizio Ancora Monsanto: nei primi giorni di marzo 2001 circa 800 sacchi di semi di soia, per complessivi 900 quintali, giungono nel porto di Genova provenienti dagli Stati Uniti. L'Autorità Sanitaria Portuale effettua i campionamenti del carico Monsanto e affida le analisi sulla composizione delle sementi all'Istituto Zooprofilattico di Torino. Le analisi per individuare eventuali contaminazioni da OGM non sono propriamente semplici da realizzare e la conferma della contaminazione da OGM del carico di semi di soia si è avuta solo nel corso della scorsa settimana. In tempo per accertare l'ennesimo illecito di Monsanto, ma non in tempo per fermare il carico di semi che ci risulta essere già introdotto nella rete distributiva delle sementi. Ci risulta altresì che da alcuni giorni i NAS di Cremona hanno avviato le indagini al fine di recuperare, come brillantemente già realizzato per ciò che riguarda il primo carico di soia contaminato che abbiamo reso noto il 23 marzo con l'iniziativa ai magazzini Monsanto di Lodi, l'intero carico prima che venga seminato dagli inconsapevoli agricoltori. ... e chi va con lo zoppo... E' la volta di Syngenta, la più grande multinazionale dell'agribusiness, nata dalla fusione tra l'elvetica Novartis e la britannica Astra Zeneca, il cui fatturato nel 1998 è stato stimato in 7,9 miliardi di dollari. Nei primi giorni di marzo 2001 circa 3.000 sacchi di semi di soia, per complessivi 1.330 quintali, giungono nel porto di Genova provenienti dagli Stati Uniti. Anche in questo caso l'Autorità Sanitaria Portuale effettua i campionamenti del carico Syngenta e affida le analisi sulla composizione delle sementi all'Istituto Zooprofilattico di Torino. Come per il precedente carico di Monsanto, l'accertamento della contaminazione da OGM delle sementi Syngenta giunge quando ormai il carico ha lasciato il porto di Genova per essere inviato alla rete di distribuzione. Sulle tracce del carico sono ancora i carabinieri dei NAS. E' una "Soia OGM piena di guai" quella che inquina le sementi Il 6 febbraio 2001, nel corso di una conferenza stampa, VAS e COOP rendono noto all'opinione pubblica e alle autorità sanitarie competenti che la Soia OGM "Roundup Ready", prodotta dall'azienda Monsanto presenta caratteristiche genetiche diverse da quelle originarie. Sono gli stessi documenti di Monsanto trasmessi all'Autorità di controllo britannica a rivelare che la "Roudup Ready" presenta due nuove e indesiderate caratteristiche genetiche. Ma VAS e COOP rendono anche noto le conclusioni degli studi condotti dai laboratori del Ministero dell'Agricoltura del Belgio: oltre alle due nuove e indesiderate caratteristiche genetiche, la soia OGM "Roundup Ready" presenta il riarrangiamento dei tratti di DNA fiancheggianti il punto di inserzione del gene estraneo. Quindi siamo in presenza di carichi di seminativi contaminati da una soia OGM che non fornisce alcuna garanzia sul piano della sicurezza d'uso, oltre a non essere in alcun modo autorizzata alla commercializzazione e alla semina nel nostro Paese. Sette carichi di sementi contaminate da OGM che avrebbero potuto inquinare 200 chilometri quadrati di produzione agricola Grazie all'encomiabile lavoro svolto dall'Autorità Sanitaria del porto di Genova, dagli Istituti Zooprofilattici di Torino e di Brescia, dai Carabinieri dei NAS, NOE e Nucleo Repressione Frodi sette degli undici carichi di sementi, che sospettavamo a rischio di inquinamento da OGM, sono stati individuati e, contando che i Carabinieri riusciranno nel sequestro anche degli ultimi due carichi Monsanto e Syngenta, avremo evitato che gli agricoltori del nostro Paese diventino inconsapevolmente vittime della contaminazione di circa 200 chilometri quadrati di produzione agricola. Riepilogo dei cinque carichi precedenti Oltre agli odierni carichi di soia contaminata da OGM appartenenti alle Aziende Monsanto e Syngenta è forse utile riepilogare le informazioni sui cinque carichi precedentemente individuati: 1. cinque container da 3.136 quintali di soia contaminata da OGM sono attualmente sotto sequestro alla Monsanto di Lodi, in attesa degli esiti di nuove analisi; 2. quattro container da 600 quintali di mais contaminato da OGM sono attualmente alla Monsanto di Lodi e ad effetto della contaminazione accertata da "MON 810" (una varietà di mais OGM vietata nel nostro Paese anche al consumo alimentare ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio del 5 agosto 2000) ci risulta che siano stati definitivamente respinti all'importazione nel nostro Paese; 3. due container da 230 quintali di mais contaminato da OGM sono attualmente alla Monsanto di Lodi sotto sequestro ed il 5 aprile l'Assessorato lombardo alla Sanità ha annunciato l'accertamento della contaminazione da OGM effettuato dall'Istituto Zooprofilattico di Brescia; 4. 379 quintali di mais contaminato da OGM proveniente dagli USA e diretti all'Azienda SIVAM di Lodi, sono stati sequestrati dai NAS; 5. 200 quintali di soia contaminata da OGM proveniente dagli USA e diretti all'Azienda SIVAM di Lodi, sono stati sequestrati dai NAS. |