AGRICOLTURA E AMBIENTE: OGGI LA CAMPAGNA MANGIASANO IN ITALIA
21/05/2006 - 10:35
 
Di RED/TOM

Il 21 Maggio è la giornata mondiale della Biodiversità, per questo motivo Cia-Confederazione italiana agricoltori, Vas-Verdi ambiente e società, Federconsumatori e Aiab promuovono, su tutto il territorio nazionale, la giornata "Mangiasano" con degustazioni di prodotti tipici locali, eventi culturali e convegni per sensibilizzare i cittadini sul problema dell'erosione della biodiversità agricola e sulla necessità di "liberare" l'agricoltura italiana dai pesticidi e dagli Ogm, favorendo metodi di coltivazione e allevamento biologici. Dall'uva spina alla mela cotogna, passando per la pera cocomerina e il fico permaloso, sono, solo per citarne alcuni, tutti frutti del patrimonio agricolo e della tradizione italiana che rischiano l'estinzione. Per questo motivo, è necessario difendere in maniera determinata la biodiversità, evitando, così come è avvenuto nell'ultimo secolo nel mondo, che vadano persi i tre quarti delle diversità genetiche delle colture agricole. Sono nel nostro Paese alla fine del 1800 vi erano 8000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2000. Questo mostra, in modo chiaro, Il tentativo di omologazione delle varietà genetiche che è il risultato di un sistema che premia i grandi gruppi industriali che monopolizzano il mercato: per loro è conveniente offrire una ristretta gamma di prodotti, uguali in tutto il mondo, piuttosto che differenziare la produzione in base alle esigenze specifiche dei territori, delle culture, dei cittadini. La petizione per "salvare i semi contadini" dalla scomparsa, (che può essere sottoscritta dai cittadini all'interno delle iniziative della campagna "mangiasano"), rientra nella volontà di restituire spazio e diritti agli agricoltori cercando di limitare lo strapotere delle aziende sementiere. Infatti, la parziale applicazione da parte dell'Italia della normativa europea che regola la materia -ricordano i promotori dell'iniziativa- mette fuori legge ogni seme non iscritto ai registri ufficiali delle varietà, impendendo all'agricoltore di riseminare o di scambiare i semi autoprodotti. Questo determina che le varietà tradizionali italiane siano gradualmente cancellate dai registri e sostituite dai nuovi ibridi prodotti dai colossi dell'agroindustria internazionale. Oggi, più del 90 per cento delle sementi delle varietà commerciali di ortaggi di molte specie, come pomodori, cetrioli, peperoni, meloni, cocomeri, è, infatti, costituita da ibridi brevettati e meno del 3 per cento delle varietà ha più di 35 anni. Per questo Cia, Vas, Aiab e Federconsumatori, con la petizione, chiedono l'applicazione della direttiva Cee (98/95) finora disattesa dai governi e la creazione di una lista nazionale che raccolga le varietà locali o dei territori o contadine; l'iscrizione libera e gratuita su questa lista per le varietà di coloro che conservano, selezionano e diffondano questa biodiversità; che i criteri di iscrizione siano adattati alle particolarità di queste varietà locali, spesso non uniformi o stabili come quelle selezionate; uno spazio di libertà totale per scambi liberi di piante e sementi contadine (in quantità corrispondenti ai bisogni di una piccola fattoria), nel rispetto delle precauzioni fitosanitarie essenziali.