1.4 Come nasce CropLife
La federazione CropLife nasce nel 2001, cambiando nome e marchio, dalla precedente Global Crop Protection Federation.
Per capire le ragioni che l’hanno portata a modificare due elementi importanti della sua identità dobbiamo risalire ai mutamenti che hanno coinvolto le industrie del settore chimico e farmaceutico fin dalle origini e in maniera particolarmente accelerata nell’ultimo ventennio.
Già a partire dalla prima metà del Novecento esse hanno costituito delle associazioni nazionali nei paesi industrializzati per avere un canale di comunicazione con il Governo, la comunità e tutti i settori coinvolti nell’industria alimentare, dai contadini ai distributori[1]. Il loro interesse era quello di influenzare tutte le decisioni che riguardavano i propri comparti produttivi all’interno degli Stati in cui operavano[2].
Quando il perimetro dei confini nazionali è diventato un ostacolo per il mercato mondiale le aziende hanno finanziato associazioni regionali e una federazione globale per poter intervenire all’interno di quelle istituzioni che, in questo stesso mercato, svolgevano una funzione di regolamentazione, di controllo, di consulenza (Wto, Fao, Un, Eu, Wb, Imf).
In particolare, la federazione globale diventa operativa, agli inizi degli anni ’80, come “Gifap” (International Group of National Associations of Manufacturers of Agrochemicals Products), poi nel novembre del 1996 diventa “Gcpf” (Global Crop Protection Federation) ed infine nel giugno del 2001 viene ufficialmente lanciata come CropLife International[3].
La “rivoluzione” della struttura associativa, secondo le intenzioni delle aziende e secondo quanto dichiarato sul sito di CropLife International, rispecchia l’evoluzione parallela dell’industria agro-chimica dalla nascita fino ai nostri giorni.
L’adozione del nuovo nome “CropLife”, rispetto a quello precedente di “Global Crop Protection Federation”, rende conto delle nuove attività produttive delle industrie, poiché al settore agrochimico vengono affiancate l’attività sementiera e la biotecnologia agricola. Ossia si passa dall’uso di una sostanza chimica esterna alla pianta (crop protection) ad un intervento diretto sulla materia vivente (crop life).
In realtà, con il termine di “crop protection technology” la federazione intende tutti gli strumenti che svolgono una funzione protettiva per la pianta, quindi non solo erbicidi, insetticidi e fungicidi ma anche le piante transgeniche in quanto capaci di autoproteggersi[4]. Il nome “Global Crop Protection Federation” inaugurato nel 1996 si rivela idoneo a rappresentare sia i tradizionali prodotti chimici che i nuovi prodotti biotecnologici.
Il fatto, quindi, che dopo solo 5 anni (nel 2001) la federazione abbia deciso di cambiare il suo nome e il suo marchio va imputato a cause diverse. Innanzi tutto, si è voluta privilegiare la produzione derivante dall’applicazione dell’ingegneria genetica, rispetto alla quale l’elemento chimico si riduce ad un supporto. Inoltre, era sorta la necessità di migliorare la propria immagine, di cui il nome e il marchio sono i segni più evidenti e immediati, di fronte ad una critica sociale a carattere globale che rischiava di bloccare finanziariamente il promettente connubio “chimica-biotecnologia”.
E’ interessante notare che, sempre nel 2001, contemporaneamente alla “nuova” federazione nasce anche una “fondazione CropLife”, meno pubblicizzata della prima, quasi invisibile (solo nel 2005 è stato creato un sito web specifico). Il suo scopo, come istituto di ricerca caritatevole, è quello di promuovere i prodotti chimici e biotecnologici come parte di una agricoltura sostenibile e di favorire i finanziamenti ad una ricerca che mira ad incrementare la produttività agricola e a mantenere alto il ricorso ai pesticidi[5].
[1] Ad esempio, in Gran Bretagna la Crop Protection Association nasce nel 1926, in Canada l’attuale CropLife Canada nasce nel 1952, CropLife America nel 1933
[3] La data di nascita del Gifap rimane ancora oscura. In alcuni documenti sembra di capire che la federazione globale nasca agli inizi del 1980 ma un’intervista con Kari Matalone, communications manager dell’European Crop Protection Association, la rimanda agli anni ’60. Vedi siti: http://www.takemoto.co.jp/take/4g1/history.htm e www.ipmnet.org/IPMnet_NEWS/news91.html
[4] Per la crop protection technology vedi www.croplifeamerica.org
[5] Le prime notizie sulla fondazione sono state ricavate dal sito: http://www.findarticles.com/p/articles/mi_m0DGM/is_5_26/ai_113308632. Attualmente esiste anche il sito ufficiale della fondazione: http://www.croplifefoundation.org/
Index News - Campagna Mai dire Mais - home