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AL SENATO LA MORATORIA TRANSGENICA

Il Senato, premesso:

che 120 medici e scienziati europei hanno sottoscritto un appello a sostegno dell'allarme espresso dall'opinione pubblica nel mondo intero sull'introduzione delle manipolazioni genetiche in agricoltura; che essi, ritenendo questo allarme pienamente motivato, denunciano: come la rapida espansione delle nuove biotecnologie sia avvenuta senza che i singoli paesi (in particolare quelli in via di sviluppo) avessero modo di dotarsi delle competenze necessarie e degli strumenti utili a valutare e controllare correttamente le loro applicazioni; come di conseguenza gli strumenti per controllare gli effetti degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) sulla salute, sull'ambiente e sulla società siano del tutto inadeguati nei paesi sviluppati ed addirittura inesistenti nei paesi in via di sviluppo; come alcuni dei principi su cui si basa l'ingegneria genetica siano in fase di revisione e come si sia ancora lontani da una conoscenza globale del funzionamento dei genomi; come in modo particolare sia stato rimesso in discussione il riduzionismo genetico, che ad ogni gene fa corrispondere una caratteristica, mentre è ben noto ormai che le interazioni fra i geni e il loro ambiente sono di grande complessità; come di conseguenza il trasferimento di un gene in un ambiente nuovo possa scatenare una catena di eventi imprevedibili, sia per la salute che per l'ambiente (ad esempio la destabilizzazione del meccanismo di controllo del gene); come non solo la complessità inerente ad ogni organismo, ma anche la fluttuazione degli elementi del genoma, renda impossibile prevedere gli effetti di un trasferimento di un gene: il gene può mutare, ricombinarsi e addirittura trasferirsi ad un altro organismo e ad un'altra specie; come, una volta rilasciati nell'ambiente gli OGM (piante, microrganismi, insetti o pesci) siano incontrollabili, dal momento che possono migrare, moltiplicarsi, mutare; come l'esperienza già fatta dimostri che in agricoltura le piante modificate per produrre sostanze tossiche siano in grado di uccidere organismi non nocivi e siano anche in grado di provocare una reazione di resistenza a queste sostanze tossiche negli organismi nocivi rendendoli maggiormente infestanti; come l'esperienza dimostri anche che i rischi per la salute umana siano numerosi, sia per l'impiego di geni marcatori di resistenza agli antibiotici, sia per l'impiego di virus vettori, sia per eventuali allergie, sia per altri possibili effetti oggi del tutto sconosciuti, legati anche alla possibile fluttuazione dei geni; come l'ingegneria genetica porti all'impoverimento della biodiversità, con grave danno per la "stabilità ecologica"; che a tanti rischi delle biotecnologie in agricoltura non si contrappone alcun aspetto positivo: recenti studi scientifici indipendenti, condotti su 8.200 siti sperimentati negli USA, hanno rivelato che, al contrario di quanto dichiarato dalle industrie, le colture biotecniche hanno produttività minore (del 10%), comportano un uso di sostanze chimiche molto maggiore ( da 2 a 5 volte) ed hanno costi molto più elevati; che un altro studio condotto sul mais Bt ha rivelato come il danno economico prodotto dalla piralide (parassita che il mais modificato vuole combattere) sia minore del costo aggiuntivo che la tecnologia comporta; che tutto ciò rende evidente come la modifica genetica sia in realtà soltanto un pretesto per entrare in possesso della produzione alimentare mondiale, privatizzando, attraverso i brevetti, il patrimonio genetico che fino ad oggi è stato patrimonio comune dell'umanità intera; che, oltre a ciò, le modifiche genetiche adottate in agricoltura cercano di conseguire vantaggi solo commerciali (come dimostra il fatto che praticamente tutte le piante transgeniche ad oggi introdotte sono modificate per resistere ai parassiti o agli erbicidi); che con l'acquisto delle industrie sementiere, già in atto, le industrie "biotecnologiche" metteranno poi da parte le varietà tradizionali per sostituirle con quelle brevettate, di assai maggior rendimento per loro (il brevetto copre tutta la discendenza dell'organismo e viene riscosso ogni anno; l'agricoltore non può riseminare il frutto del suo raccolto); che il danno più immediato di questa privatizzazione sarà per le popolazioni povere: dopo essere state depredate delle ricchezze genetiche da loro conservate, senza che alcun diritto fosse loro riconosciuto, esse subiranno una nuova forma di colonizzazione con l'obbligo di pagare, anno dopo anno, i "diritti d'autore" ai paesi ricchi, detentori delle tecnologie e dei brevetti; che il Senato italiano ha già espresso la sua apprensione nei confronti della diffusione degli OGM con l'ordine del giorno del 10 marzo 1998, in cui impegnava il Governo a chiedere una totale rielaborazione della direttiva (poi chiamata n. 98/44), detta "dei brevetti sulla vita" e che si sono espresse analogamente la Commissione agricoltura (28 gennaio 1998) e la Commissione affari sociali della Camera (10 marzo 1998);
che il Governo italiano ha mostrato uguale apprensione con un voto di astensione sulla suddetta direttiva il 27 novembre 1997, con il ricorso presentato contro di essa, insieme all'Olanda ed alla Norvegia, alla Corte di giustizia europea, il 16 luglio 1999, e con la decisione presa a Bruxelles il 25 giugno 1999 in occasione della revisione della direttiva n. 220/90, di sottoscrivere una "moratoria di fatto"; che inoltre atti di dubbia leicità sono stati compiuti recentemente nelle sedi istituzionali per favorire la commercializzazione degli OGM; rilevanti a tale proposito risultano i seguenti fatti: l'Ufficio europeo dei brevetti ha modificato (senza convocare, come sarebbe stato indispensabile, una conferenza diplomatica degli Stati membri) la Convenzione europea dei brevetti (Monaco '73), che vietava i brevetti su piante ed animali, inserendo nel suo regolamento applicatico gli articoli della direttiva n. 98/44, che consentono i brevetti su piante ed animali; l'autorizzazione alla vendita nell'Unione europea di sette nuovi prodotti alimentari geneticamente modificati, con atto di notifica, è stata concessa in deroga al Regolamento CE n. 258/97, senza che vi fossero le condizioni per applicare la deroga, impegna il Governo: ad introdurre una moratoria di almeno 10 anni alla commercializzazione o introduzione nell'ambiente, anche per fini sperimentali di OGM (Organismi geneticamente modificati); ciò anche nel rispetto del "principio di precauzione" inserito nel Trattato dell'Unione europea, sempre più presente nella normativa e nella legislazione internazionale; ad agire in tutte le sedi nazionali ed internazionali e a tutti i livelli amministrativi per favorire il realizzarsi della moratoria; ad adoperarsi in particolare affinchè questo avvenga nel vertice, chiamato "Millennium Round", dell'Organizzazione mondiale del commercio che si riunirà alla fine di novembre a Seattle negli USA; ad agire, in questo vertice dell'Organizzazione mondiale del commercio, affinchè gli accordi commerciali non prevalgano su principi assai più importanti come la tutela dei diritti umani, della sicurezza sanitaria ed alimentare, delle economie locali, dei patrimoni culturali e genetici collettivi; ad adoperarsi dunque in modo particolare per ottenere la revisione della direttiva n. 98/44, che consente i brevetti sulla materia vivente, coerentemente con il ricorso presentato su tale direttiva dall'Italia insieme all'Olanda e alla Norvegia; a non autorizzare nuove coltivazioni sperimentali e a revocare le precedenti coerentemente con la richiesta di moratoria, in attesa della revisione della direttiva CE n. 220/90; ad adoperarsi affinchè venga consentita una libera scelta del consumatore, istituendo, come già proposto dai Verdi europei, l'obbligo di una adeguata etichettatura (che copra tutta la filiera di produzione del prodotto) sui prodotti geneticamente modificati che si trovano già in commercio, come proposta del Presidente dell'Unione europea, Romano Prodi. (1-00465).

Pieroni, Napoli, Cortiana, Monteleone, De Luca, Carella, D'Alessandro Prisco, Scopelliti, Daniele Galdi, Squarcialupi, Salvato, Provera, Russo Spena, Bucciero, Albertini, Bertoni, Bianco, Boco, Bonfietti, Bortolotto, Bruno Ganeri, Calvi, Caruso, Cirami, Corrao, Corsi, Zeffirelli, Costa, De Carolis, Donise, Ferrante, Figurelli, Lauria, Lo Curzio, Loreto, Lubrano di Ricco, Manconi, Manzi, Marini, Masullo, Mignone, Mulas, Mundi, Nava, Nieddu, Pasquini, Pelella, Pettinato, Pinto, Polidoro, Rescaglio, Ripamonti, Saracco, Sarto, Semenzato, Specchia.

Alcuni passaggi della mozione si sono ispirati alla elaborazione del Comitato Scientifico Antivivisezionista.