VAS

Mai dire Mais


OCCHIO AL TRANSGENICO ILLEGALE

In Europa, due prodotti alimentari geneticamente modificati (OGM), la soia "Round-Up ready" ed il mais BT, sono regolarmente in commercio. Altri sette, quelli indicati nella tabella, sono commercializzati nonostante non dispongano dei requisiti richiesti dalla normative dell'UE (Regolamento 258/97). Il 60% dei prodotti alimentari in vendita nei nostri negozi è inquinato da Ogm. Lo sostiene, in un dossier, l'Associazione "Verdi Ambiente e Società". Se è vero che il secolo che viene sarà quello delle guerre biotecnologiche, negli ultimi due anni potrebbero già essere state gettate delle solide basi. Quella che segue è una storia di straordinaria disapplicazione delle norme dell'Unione europea, disapplicazione che parte dalla Gran Bretagna (ormai da anni porta girevole verso il Vecchio continente dell'industria biotecnologica, statunitense e non), e che sta producendo effetti sconosciuti ed incontrollabili sui i cittadini di tutti i Paesi dell'UE.

Gli esperti dell'associazione "Verdi Ambiente e Società", dopo che la magistratura britannica aveva aperto un'indagine per accertare le responsabilità del governo di Londra per avere consentito al gigante biotecnologico "AgrEvo" di raddoppiare la superfice dei campi seminati con varietà agricole Ogm, hanno compiuto un'indagine sui prodotti presenti sugli scaffali dei nostri negozi. Dall'analisi è scaturito che nella Ue sono commercializzati sette prodotti che non dispongono dei requisiti richiesti dalla normativa europea. Per far questo, le aziende interessate hanno ottenuto una deroga al criptico Regolamento 258/97, che permette di commercializzare prodotti Ogm in Europa a patto che essi siano "sostanzialmente equivalenti a prodotti o ingredienti alimentari esistenti"; oppure che si tratti di alimenti prodotti a partire da Ogm, ma che non contengano organismi geneticamente modificati. Nessuno dei sette prodotti indicati in tabella presenta queste caratteristiche, in quanto si tratta di alimenti base, non di derivati. Così, per fare un'esempio, in Europa non è commercializzabile la soia transgenica, che è un'alimento di base, ma lo è la lecitina estratta dalla soia transgenica, in quanto derivato e perché sotto il profilo chimico, tossicologico e nutrizionale è "sostanzialmente equivalente" alla lecitina estratta dalla soia naturale.

In barba alla normativa comunitaria, tra il giugno del 1997 e l'ottobre 1998 cinque aziende leader nel settore biotecnologico hanno presentato allo stesso laboratorio, la britannica Advisory Community on Novelle Food Process (Acnfp) i loro sette prodotti Ogm per ottenere la necessaria "notifica di avvio alla fase di commercializzazione dei prodotti alimentari Ogm". La Acnfp, ignorando il Regolamento 258/97, ha considerato i sette prodotti "sostanzialmente equivalenti" a quelli biologici. Le aziende produttrici, così, forti della notifica, hanno potuto comunicare a Londra e, contestualmente, all'Ue e a tutti i Paesi membri, l'inizio della commercializzazione dei prodotti vietati.

La cosa interessante è che, dopo la levata di scudi dell'opinione pubblica contro il governo britannico, troppo tenero con le aziende Ogm, le grandi multinazionali hanno abbandonato l'isola, cercando nuove porte d'ingresso per i loro prodotti in Olanda e Belgio.

La guerra è appena cominciata, e nessuno ancora sà quali effetti gli Ogm possano avere sull'uomo e sull'ambiente. La parola ora passerà alla Commissione europea, che dovrebbe vietare la commercializzazione dei sette prodotti in tabella, e prendere provvedimenti contro Londra. Nel frattempo, la salute dei consumatori europei, ed italiani, continua ad essere a rischio. Tutto questo, grazie alla furbizia di aziende scaltre.

Ed al solito cavillo.