BUBBIO: NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE
Sono le 10 di una bella giornata di settembre. Questa notte è piovuto. La campagna tutt'intorno è pulita, verde e splendente come, solo dopo un temporale, può apparire la campagna italiana.
Sono appena arrivata a Bubbio. Il primo Comune antitransgenico in Italia.
La Giunta Comunale con una coraggiosa delibera, preso atto dei motivi etici, delle possibili conseguenze sulla salute del cittadino, dei probabili rischi di danni irreversibili all'ecosistema, dei problemi economici e sociali che potrebbe comportare la coltivazione e la produzione di Ogm determinando un sempre maggior divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri, ha deliberato di dichiarare il Comune di Bubbio Comune Anti-Transgenico: scritta che è già stata apposta sotto i cartelli d'ingresso del paese. Convinto che l'agricoltura debba procedere in completa simbiosi con la natura, il sindaco ha perciò interpretato il crescente malessere della popolazione di quasi tutto il mondo, e con la Giunta comunale che si è espressa
all'unanimità, ha sostanzialmente concretizzato l'aspirazione inespressa di milioni di persone che vorrebbero vivere libere dalle preoccupazioni e dalle angosce derivanti dal complesso universo e da alcune applicazioni delle ricerche sulla manipolazione genetica.
La giunta ha anche deliberato di vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, la coltivazione, l'allevamento di Organismi Viventi, sia animali sia vegetali ottenuti da processi di manipolazione genetica.
Il cybercibo non troverà posto e spazio sul desco dei cittadini di Bubbio, gli agricoltori del Comune continueranno a seminare varietà diversificate di semi salvando all'origine la biodiversità delle colture, il bestiame continuerà a essere allevato con mangimi tradizionali, a Bubbio si è stracciato con un semplice gesto il sogno delle multinazionali americane e non solo, di egemonizzare le colture di tutto il mondo.
Nella partita che si sta giocando in questi nostri giorni, condividere con una intera comunità lo spirito con il quale l'associazione Verdi Ambiente e Società ha affrontato il problema degli Ogm, quello di mettere al primo posto la salute umana e quella ambientale, dà a tutti noi un grande senso di conforto e un forte incoraggiamento.
Intervistato il sindaco, Stefano Reggio, ha dichiarato che l'aspetto informativo è ciò che gli sembra strategicamente importante per il futuro dell'intera vicenda. La richiesta è di una informazione trasparente, scevra da qualsivoglia ambiguità, in attesa di risposte più certe che si potranno avere solo con nuove tecniche di indagine genetica o con i risultati di studi epidemiologici o ambientali, per i quali però, bisognerà aspettare anni. Nel frattempo l'unica strada che sembra percorribile è quella della moratoria transgenica. Una sospensione auspicabile di tempi e di decisioni.
Il produttore e il consumatore debbono essere in grado di avere assoluta consapevolezza di ciò che producono, di ciò che comprano. Tutte le promesse del vasto panorama biotecnologico: rilanciare l'agricoltura, diminuire l'uso dei prodotti chimici, prolungare la vita dei prodotti sui banconi dei supermercati e migliorarne gusto e qualità sono state annullate, rese risibili da un piccolo grande gesto di una intera comunità che si fa portavoce e paladina delle preoccupazioni di grandissima parte dell'opinione pubblica. La stessa parte di opinione pubblica che si mostra molto preoccupata per il discorso che riguarda la brevettabilità.
Brevettabilità prevista addirittura su una parte delle informazioni genetiche di un essere vivente. Discorso al quale sono fondamentalmente interessate le multinazionali che cercano, il modo più redditizio per rientrare dei loro ingenti investimenti in questo campo. Gli agricoltori di questo piccolo grande territorio si sono liberati dal pericolo di non poter più riprodurre nelle loro aziende, le piante o gli animali che contengono un gene "brevettato", salvo pagare pesanti royalties a chi detiene il brevetto. Si sono liberati dal pericolo di un vistoso ridimensionamento della biodiversità, visto che gli interessi economici di poche ma potentissime multinazionali, decideranno di privilegiare la cultura delle poche varietà e razze geneticamente modificate le uniche, ripeto, in grado di assicurare loro favolosi guadagni.
Ultima Ora - Anche il Comune di Roma, attraverso il suo Consiglio Comunale ha impegnato il Sindaco e la Giunta di quello che è il più grande comune italiano in quanto a estensione di territorio agricolo, ad assumere l'impegno di impedire che sul suo territorio vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati. Ad impegnarsi nella tutela dei consumatori permettendo la reale individuazione dei prodotti che contengono Ogm e la loro provenienza. A creare le condizioni necessarie, tramite un tavolo di intesa con le industrie e i commercianti del settore alimentare, perché si possano conoscere alimenti alternativi, presenti sul mercato dei prodotti locali e naturali. Si chiede poi al Governo Italiano, la famosa moratoria sui prodotti transgenici e un impegno per la valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali. Il nostro sogno, come è precedentemente avvenuto per i Comuni, che a centinaia si dichiarararono Comune denuclearizzato, è quello che all'ingresso dei Comuni italiani vengano innalzati tanti cartelli segnaletici con la famosa dichiarazione "Comune Antitrangenico".
COMUNE ANTITRANSGENICO
La Giunta Comunale Preso Atto che l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica
- per motivi etici
- per le conseguenze sulla salute dei cittadini
- per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema
- per l'ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo;
considerato che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nella nostra zona fortemente legato alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio;
ritenuto pertanto, alla luce di quanto sopra, di prendere posizione contraria, per quanto di compentenza, all'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati;
Preso atto del parere favorevole del Segretario Comunale ai sensi dell'art. 53 della legge 142/90 in ordine alla regolarità tecnico-amministrativa del presente provvedimento;
con voti unanimi e concordi espressi per alzata di mano;
delibera
- di dichiarare il Comune di Bubbio "Comune-Antitransgenico"
- di affigere sotto i cartelli d'ingresso del paese la scritta "Comune
Anti-transgenico"
- di vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, la coltivazione e
l'allevamento di Organismi Viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante
manipolazione genetica
- di creare un'apposita commissione comunale composta inizialmente dal Vicesindaco e da
due consiglieri e che potrà essere in futuro allargata ad altre figure per perseguire i
seguenti obiettivi:
a) informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i produttori presenti sul territorio comunale (Vinicultori, Salumifici, Pasticcerie, Pastifici, ecc) sui rischi di utilizzo dei prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva (es. uova di galline allevate con mangimi derivati da OGM, lieviti
selezionati, enzimi, batteri, acido ascorbico ottenuti con metodi che prevedono l'utilizzo di OGM, ecc)
b) informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i rivenditori presenti sul territorio comunale sui rischi di vendita di alimenti di case accusate di utilizzare prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva
c) informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i cittadini sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimetare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità
d) prevedere durante le manifestazioni organizzate dalla Pro-Loco di Bubbio un'efficace
promozione di prodotti locali divulgando nel modo più efficace il messaggio contro i
prodotti geneticamente modificati.