«Sette cibi
transgenici dalla Gran Bretagna sono fuorilegge»
«Pericoloso sì della Ue a una qualità di pomodoro e al radicchio
manipolati»
M. D. B.
ROMA - Olio di colza e mais biotecnologici sarebbero arrivati irregolarmente sulla tavola
degli europei in violazione delle disposizioni comunitarie. Sette prodotti che, dalla Gran
Bretagna, sono entrati in commercio grazie a procedure diverse da quelle previste dall'Ue.
In pratica, questi cibi, che provengono da cinque industrie (Novartis, Monsanto, Plant Genetic System,
Pionee, AgrEvo) sono stati
dichiarati come «sostanzialmente equivalenti a prodotti alimentari esistenti». La
denuncia è dell'associazione "Verdi Ambiente e
Società" (Vas) che ha presentato un dossier. «I sette prodotti, in
quanto geneticamente modificati, non potevano ottenere la deroga - dice Ivan Verga, del Vas -, secondo
noi risultano palesi le responsabilità delle autorità di controllo britannico. + una
frode.
Chiediamo al ministro della Sanità di intervenire e di sospendere la vendita dei prodotti
in Italia per tutelare la salute dei cittadini. Inoltre la Commissione Ue ha dato il suo
assenso alla commercializzazione dei pomodori "Flower shave" e del radicchio
transgenico. Ciò metterà a serio rischio la produzione naturale italiana del classico
pomodoro e del radicchio trevigiano». Sull'intera vicenda interviene l'Assobiotec, della
Federchimica: «I prodotti biotech rispettano le norme - ribatte
Leonardo Vingiani -. Questo è voler fare allarmismo. Non è possibile che organismi di
controllo, che seguono regole Ue, vengano messi sotto accusa da minoranze scontente».
L'uso giudizioso delle biotecnologie non spiace alla Chiesa. Elio Sgreccia, della
Pontificia accademia per la vita lo ha ricordato in occasione della presentazione di due
volumi: «Lasciamo la porta aperta. Ma che venga aperta con attenzione». Il veto assoluto
riguarda la clonazione dell'uomo. Alla crociata anti Ogm, organismi trattati in
laboratorio in modo da eliminarne le imperfezioni, partecipano anche alcune società della
grande distribuzione. Ieri la Coop ha
annunciato che dal prossimo anno venderà ai clienti solo prodotti Doc. L'operazione si
chiama «progetto garanzia». Il marchio Coop darà al consumatore la certezza che la
frutta o le merendine che sta afferrando sugli scaffali non nascondono manipolazioni.
Alcuni controllori sorveglieranno la qualità dei prodotti e sono le associazioni Coldiretti, Anca e Confagricoltura con cui la Coop ha
firmato protocolli di collaborazione. Favorevole all'iniziativa il ministro per le
Politiche agricole Paolo De Castro: «Ho sempre avuto un atteggiamento laico, senza
preconcetti sulle biotecnologie. Ma certo non si può affermare che il nostro sistema
agroalimentare possa essere valorizzato dall'introduzione di Ogm».
Il repertorio del cibo Frankenstein, come viene chiamato, è sempre più ampio. Le
multinazionali hanno già creato o stanno per farlo prodotti da film di fantascienza. Ci
sono fragole resistenti al freddo grazie all'introduzione di un gene prelevato al pesce
artico, barbabietole utili per estrarne zucchero dietetico perché incrociate col carciofo
di Gerusalemme, pianta che resiste agli attacchi dei parassiti.
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