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Mai dire Mais

Corriere della Sera
giovedi , 14 ottobre 1999


«Sette cibi transgenici dalla Gran Bretagna sono fuorilegge»

«Pericoloso sì della Ue a una qualità di pomodoro e al radicchio manipolati»


M. D. B.


ROMA - Olio di colza e mais biotecnologici sarebbero arrivati irregolarmente sulla tavola degli europei in violazione delle disposizioni comunitarie. Sette prodotti che, dalla Gran Bretagna, sono entrati in commercio grazie a procedure diverse da quelle previste dall'Ue. In pratica, questi cibi, che provengono da cinque industrie (Novartis, Monsanto, Plant Genetic System, Pionee, AgrEvo) sono stati dichiarati come «sostanzialmente equivalenti a prodotti alimentari esistenti». La denuncia è dell'associazione "Verdi Ambiente e Società" (Vas) che ha presentato un dossier. «I sette prodotti, in quanto geneticamente modificati, non potevano ottenere la deroga - dice Ivan Verga, del Vas -, secondo noi risultano palesi le responsabilità delle autorità di controllo britannico. + una frode.

Chiediamo al ministro della Sanità di intervenire e di sospendere la vendita dei prodotti in Italia per tutelare la salute dei cittadini. Inoltre la Commissione Ue ha dato il suo assenso alla commercializzazione dei pomodori "Flower shave" e del radicchio transgenico. Ciò metterà a serio rischio la produzione naturale italiana del classico pomodoro e del radicchio trevigiano». Sull'intera vicenda interviene l'Assobiotec, della Federchimica: «I prodotti biotech rispettano le norme - ribatte

Leonardo Vingiani -. Questo è voler fare allarmismo. Non è possibile che organismi di controllo, che seguono regole Ue, vengano messi sotto accusa da minoranze scontente». L'uso giudizioso delle biotecnologie non spiace alla Chiesa. Elio Sgreccia, della Pontificia accademia per la vita lo ha ricordato in occasione della presentazione di due volumi: «Lasciamo la porta aperta. Ma che venga aperta con attenzione». Il veto assoluto riguarda la clonazione dell'uomo. Alla crociata anti Ogm, organismi trattati in laboratorio in modo da eliminarne le imperfezioni, partecipano anche alcune società della grande distribuzione. Ieri la Coop ha annunciato che dal prossimo anno venderà ai clienti solo prodotti Doc. L'operazione si chiama «progetto garanzia». Il marchio Coop darà al consumatore la certezza che la frutta o le merendine che sta afferrando sugli scaffali non nascondono manipolazioni.

Alcuni controllori sorveglieranno la qualità dei prodotti e sono le associazioni Coldiretti, Anca e Confagricoltura con cui la Coop ha firmato protocolli di collaborazione. Favorevole all'iniziativa il ministro per le Politiche agricole Paolo De Castro: «Ho sempre avuto un atteggiamento laico, senza preconcetti sulle biotecnologie. Ma certo non si può affermare che il nostro sistema agroalimentare possa essere valorizzato dall'introduzione di Ogm».

Il repertorio del cibo Frankenstein, come viene chiamato, è sempre più ampio. Le multinazionali hanno già creato o stanno per farlo prodotti da film di fantascienza. Ci sono fragole resistenti al freddo grazie all'introduzione di un gene prelevato al pesce artico, barbabietole utili per estrarne zucchero dietetico perché incrociate col carciofo di Gerusalemme, pianta che resiste agli attacchi dei parassiti.

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