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Mai dire Mais

 

L'inquinamento OGM delle sementi in cinque puntate

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13 OTTOBRE 2000:

l'Associazione Italiana Sementi (AIS), che rappresenta le aziende sementiere operanti nel nostro Paese, comunica al Ministero delle Politiche Agricole e alle Organizzazioni professionali degli agricoltori "... che le aziende sementiere operanti nei settori del mais e delle oleaginose, associate all'AIS, non sono in grado di garantire allo stato attuale la disponibilità per i fabbisogni della prossima campagna di sementi di mais e di soia senza alcuna presenza accidentale di OGM".

FEBBRAIO 2001:
nonostante le insistenti pressioni esecitate dall'European Seed Association (ESA), che rappresenta le aziende sementiere operanti in Europa, il Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura UE si esprime unanimente per non contemplare alcuna soglia di tolleranza nei confronti della presenza di OGM nelle sementi di origine naturale. "Zero tolerance" costituisce il riferimento della Direttiva UE attualmente in elaborazione. Una posizione di buon senso formulata con l'intenzione di confermare la linea europea di rigorosa separazione delle filiere.

7 MARZO 2001:
VAS nel corso di una conferenza stampa rende pubblica la lettera nella quale l'Associazione Italiana Sementi (AIS) comunica nei fatti di non essere in grado di garantire la legalità nei comportamenti delle aziende ad essa associate

O più precisamente l'AIS, affermando che le aziende ad essa associate " ... non sono in grado di garantire allo stato attuale la disponibilità per i fabbisogni della prossima campagna di sementi di mais e di soia senza alcuna presenza accidentale di OGM", intende comunicare l'impossibilità di garantire l'assenza di OGM dagli stock di sementi importati dagli Stati Uniti: vale a dire 91.155 quintali di mais (44,2% del fabbisogno interno) e 206.306 quintali di soia ( 78,6% del fabbisogno interno).

Cioè una quantità di sementi in grado di contaminare 530.621 ettari, pari al 44,2% di 1,2 milioni di ettari coltivati a mais, e 184.326 ettari, pari al 78,6% dei 234.500 ettari coltivati a soia.

19 MARZO 2001:
Nel tentativo di rispondere all'allarme diffuso da VAS circa il prevedibile inquinamento da OGM delle sementi commercializzate nel nostro Paese, il Dott. Leonardo Vingiani (Vicepresidente di Assobiotec) dichiara all'Agenzia ANSA che la tolleranza zero richiesta dal Ministro delle Politiche Agricole "non è possibile". "Quando, in ottobre, il Ministro ha ricevuto la lettera dell'Associazione Italiana Sementi - prosegue Vingiani nella nota ANSA- avrebbe potuto dire di volere per l'Italia margini di tolleranza molto bassi. Il Ministro ha invece passato la lettera a un'organizzazione ambientalista perchè questa la tirasse fuori a un mese dalle elezioni allo scopo di sollevare fumo sul rischio di contaminazione".

23 MARZO 2001:
alle incaute affermazioni di Assobiotec rispondono gli attivisti di VAS e Coldiretti con l'assedio ai magazzini di Monsanto Italia, con sede a Lodi in via S. Colombano, 81/A, nei quali sono custoditi cinque container con 3.136 quintali di semi di soia OGM e sei container con 830,9 quintali di mais OGM. Altro che contaminazione accidentale! VAS e Coldiretti hanno colto Monsanto con le "mani nel sacco" nel tentativo di inquinare la produzione agricola del nostro Paese con OGM che gli agricoltori non vogliono seminare, le industrie agro-alimentari non intendono trasformare e che i cittadini si rifiutano di consumare.

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