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Mai dire Mais

 

In Messico cresce mais transgenico

di Rex Dalton, San Diego

 

Si è scoperto che in Messico cresce mais geneticamente modificato e ciò solleva notevoli problemi ambientali e culturali in quella parte del mondo dove, centinaia di anni fa, si cominciò a coltivare questo cereale per la prima volta.

Il mais transgenico per il consumo è abbondantemente venduto in Messico, dove dagli Stati Uniti se ne importano annualmente più di cinque milioni di tonnellate. Ma questo mais non può essere coltivato a scopo commerciale a seguito di una moratoria governativa del 1998.

La scoperta di lotti sparsi di mais transgenico negli stati di Oaxaca e Puebla è stata fatta da un funzionario governativo agli inizi di questo mese. Un gruppo di ricerca dell’università californiana di Berkeley, che sta preparando un lavoro sull’argomento per poi pubblicarlo, ha in seguito accusato il fuinzionario di aver diffuso notizie confidenziali.

I risultati preliminari di uno studio governativo sembrano confermare che il mais è transgenico.

Oaxaca, stato rurale meridionale dove il mais era venerato dalle popolazioni indigene, costituisce il centro mondiale della diversità del mais e il luogo d’origine delle linee commerciali che crescono sul pianeta. Gli ambientalisti sostengono che l’arrivo di linee transgeniche potrebbe sconvolgere il genoma delle varietà naturali di mais.

Secondo notizie rese pubbliche a Mexico City la scorsa settimana, l’esistenza di coltivazioni di mais geneticamente modificato è stata scoperta da un gruppo guidato da Ignacio Chapela, biologo molecolare vegetale dell’università californiana di Berkeley, che ha lavorato a lungo a Oaxaca. Originario del Messico, agli inizi dell’anno Chapela in via confidenziale ha condiviso i risultati preliminari della sua ricerca con funzionari del governo messicano. Questi a loro volta hanno organizzato un gruppo di ricerca per condurre degli studi simili. Il 4 settembre, durante il convegno di un’organizzazione internazionale che si interessa della sicurezza alimentare, la Commissione del Codex alimentarius, la scoperta di Chapela è stata svelata pubblicamente da Fernando Ortiz Monasterio, direttore della commissione messicana di biosicurezza. Entro pochi giorni, l’informazione è arrivata al Congresso del Messico e alla stampa. Chapela ha riferito di aver avvertito Ortiz e i funzionari messicani del progetto di pubblicare la ricerca e che una pubblica rivelazione avrebbe minato questa possibilità. Ha aggiunto che la "rottura di confidenzialità" da parte di Ortiz "inficierà la qualità dell’informazione" che il suo gruppo stava elaborando. Ortiz nega di esser venuto meno alla riservatezza, ma riconosce di aver rivelato i risultati della ricerca di Chapela in un convegno pubblico.

Il 17 settembre il Ministero per l’ambiente del Messico ha comunicato risultati parziali del suo studio, che sottolinea come mais transgenico sia stato trovato in 15 delle 22 aree testate nell’Oaxaca e nel Puebla.


Questo articolo apparso sulla rivista NATURE il 27 settembre 2001 è stato tradotto per VAS da Paola Vinesi