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Mai dire Mais

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S-brevettiamoci


Parlare di brevetti è diventato sempre più importante ed allarmante da quando le normative internazionali ed europee hanno concesso il “brevetto sul vivente”. Dal 1994 è possibile brevettare le varie forme di vita e ciò implica una serie di discussioni di ordine etico e morale. Da queste premesse è nato, a Bologna, il progetto di una campagna di autobrevettazione, rivolta soprattutto a evidenziare l’impatto che la pratica del brevetto determina sul diritto di alimentarsi e sul rispetto della biodiversità.
Secondo l’Unione europea, il brevetto “è un titolo in forza del quale viene conferito un monopolio di sfruttamento su ciò che è stato trovato ed è oggetto del brevetto stesso, e consiste nel diritto esclusivo di utilizzarlo, disporne e farne oggetto di commercio, nonché di vietare a terzi di produrlo, usarlo, metterlo in commercio, venderlo e importarlo”.
Il brevetto, in quanto tale, può essere rilasciato solo in caso di un’invenzione e non di una scoperta. In base a ciò sono vietati i brevetti per piante e animali e sui processi biologici essenziali per la loro produzione. Ma il brevetto è consentito per piante e animali geneticamente modificati, considerati delle invenzioni. Il brevetto si impone, quindi, come strumento privilegiato per l’incentivazione della ricerca di organismi geneticamente modificati.
Questa campagna mira a sviluppare un dibattito sempre più ampio su questi temi. Infatti, consideriamo indispensabile non lasciare agli addetti ai lavori la discussione e vogliamo provare a farla capillarmente diventare patrimonio del movimento e soprattutto di quei soggetti sociali espropriati ogni giorno della propria forza lavoro, della propria abilità e capacità produttiva e oggi minacciati anche nei fondamenti della loro opportunità di conservazione e riproduzione.
Questa idea di autobrevettazione è una vera e propria richiesta, attraverso un semiserio dettagliatissimo modulo, all’ufficio competente di essere riconosciuti come un’invenzione biologica unica e irripetibile, e quindi sottrarsi, per ora simbolicamente, alla possibilità che qualche industria del biotech rivendichi una proprietà sul nostro corpo. “BREVETTATI PRIMA CHE SIA QUALCUNO A BREVETTARE TE!” e “SIAMO TUTTI DELLE INVENZIONI” sono i motti che accompagnano questa iniziativa.
Ma non è solo il genere umano ad essere minacciato dagli interessi dei colossi economici e perciò abbiamo pensato di brevettare anche le specie animali e vegetali che ci circondano.
L’idea ha il pregio, secondo noi, non solo di un forte impatto simbolico ma anche di una reale capacità di comunicazione sociale di contenuti abbastanza ostici ai non addetti ai lavori.
Con questa campagna noi chiediamo la messa al bando dei brevetti sul vivente, la moratoria delle sperimentazioni in campo aperto di OGM, più soldi ad una ricerca scientifica pubblica, svincolata dagli interessi di poche imprese multinazionali e dignità per le culture e le colture indigene e tradizionali.

Palestra di autodifesa alimentare-Bologna
Laboratorio Autorganizzato Kontroverso
Capsycum
Contadini biologici della Valle del Samoggia
Info:
kontroverso@yahoo.it
capsycum@yahoo.it

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