| Una Nuova Agricoltura per la Gran
Bretagna - Verso un Piano Nazionale per la ricostruzione.
di Jules Pretty * Il settore agricolo è in crisi. Il contesto a lungo termine è caratterizzato da un evidente accumulo dei costi sociali ed ambientali dellagricoltura industrializzata. Il Governo Britannico si è impegnato a creare una Commissione Indipendente per lAgricoltura con il compito di esaminare il futuro del settore. Oggi è necessaria una ricostruzione globale basata su un pensiero radicale. Negli ultimi 50 anni la moderna agricoltura industriale ha causato un notevole inquinamento per luso massiccio di pesticidi e nitrati. Il costo globale del danno allambiente e alla salute è valutato intorno a 1-2 miliardi di sterline allanno. I consumatori, a loro insaputa, pagano135 milioni di sterline per disinquinare lacqua (di fatto il settore agricolo riceve un sussidio per non dover ripagare il danno causato). Si è avuta anche una perdita della biodiversità rurale, per non parlare dei danni alla salute dovuti alla BSE, ad agenti patogeni e alluso eccessivo degli antibiotici. Per questo motivo è erroneo pensare che stiamo seguendo una politica che produce alimenti meno costosi. Il cibo sembra meno caro solo se consideriamo il prezzo al negozio. Di fatto paghiamo in tre modi diversi: prima alla casa, poi attraverso le tasse per i sussidi, e terzo per ripulire lambiente e risolvere i problemi sanitari dovuti allagricoltura moderna. Quindi il cibo costa caro. Uneconomia folle Per ogni sterlina che spendiamo al negozio per cibo e bevande, solo 9 penny ritornano allagricoltore e alla comunità rurale (mentre 50 anni fa erano 50-60 penny). Tuttavia lagricoltura riceve 3 miliardi di sterline allanno come sussidio pubblico. Spendiamo molto per mangiare, i profitti dei supermercati e delle aziende alimentari crescono, e gli agricoltori ricevono sempre di meno. Ci meravigliamo quindi che ci siano dei problemi nelle campagne? Una ricostruzione radicale Oggi non è più sufficiente, per uscire dalla crisi fare alcune concessioni maggiormente orientate allambientalismo, a coloro che si occupano del benessere degli animali, del lavoro rurale, della qualità o della sicurezza alimentare. Urge un radicale cambiamento del pensiero e della pratica. La domanda da porci è. a cosa serve lagricoltura? A produrre cibo, certo, ma anche altri beni. Sono gli effetti positivi collaterali dellagricoltura ad offrire una soluzione. Unagricoltura più sostenibile produce beni pubblici - cose di cui tutti possiamo godere e che contribuiscono alleconomia. Ogni anno turisti e visitatori di una giornata trascorrono 700 milioni di giorni in campagna spendendo denaro. Inoltre lagricoltura permette lassorbimento di carbonio attraverso il terreno e gli alberi creando nuove riserve di carbonio; questo aiuta a mitigare il cambiamento climatico. In caso di alluvione, le wetlands permettono di trattenere lacqua limitando così la portata dei danni. Inoltre lagricoltura contribuisce alla creazione di posti di lavoro in ambito rurale. Questo è il futuro dellagricoltura come settore multifunzionale che costruisce beni naturali e sociali nella campagna, dalle cui fattorie ricaviamo il cibo quotidiano. E necessaria una riforma della Politica Agricola Comune (PAC), per la quale il Governo Britannico spende ogni anno 3 miliardi, verso una agricoltura sostenibile. In che maniera? Integrando i processi rigenerativi (quali il ciclo del nutriente, la fissazione dellazoto, la rigenerazione del terreno ed i nemici naturali dei pesticidi) nei processi di produzione del cibo. In tal modo si riduce luso di inputs che danneggiano lambiente o la salute umana. In termini semplici è lagricoltura che minimizza i fattori esterni negativi e massimalizza gli effetti collaterali positivi. Propongo un piano nazionale in 5 punti per la ricostruzione di una agricoltura sostenibile. PIANO IN 5 PUNTI 1. Spostare i sussidi dalla produzione agli effetti collaterali multifunzionali dellagricoltura E necessario che sia la Politica Agricola Comune (PAC) che i sussidi nazionali non siano più basati sulla produzione bensì diventino incentivi positivi per una gestione della terra che abbia benefici sociali, economici ed ambientali. E più efficiente promuovere pratiche che non danneggiano lambiente piuttosto che spendere denaro per riparare un danno già causato. Quegli agricoltori che producono già un bene pubblico, sia esso la biodiversità, i paesaggi, lacqua pulita o la protezione dalle inondazioni, meritano un supporto pubblico. Si può fare come in Francia, devolvendo un quinto del sostegno governativo allo sviluppo rurale. In particolare questi sussidi devono andare a beneficio dei piccoli coltivatori affinché rinuncino a tecniche di produzione intensiva. La maggior parte degli attuali schemi agro-ambientali non riesce a ripristinare la biodiversità agricola andata perduta nel ventesimo secolo, grazie alla quale nella stessa fattoria si praticavano lallevamento e la coltivazione di più prodotti. E necessario uno sforzo aggressivo per ripristinare il sistema di rotazione basato sui legumi nelle aree arabili attraverso la creazione di uno schema mirato che aiuti a sostenere tale sforzo. Tale schema avrebbe molteplici benefici, tra cui la riduzione dei fattori negativi derivanti da un forte uso di fertilizzanti e pesticidi, una riduzione dellerosione del suolo e le correlate perdite di produttività, infine la creazione di un habitat favorevole alla wildlife grazie alla rotazione delle colture biologicamente diverse. 2. Sviluppare un nuovo "Standard Alimentare più Ecologico" Lagricoltura biologica è abbastanza diffusa nel mercato, ma non tutti gli agricoltori si sentono pronti ad abbracciarla. Inoltre il costo dei prodotti biologici non è alla portata di tutti i consumatori. E quindi necessario un nuovo standard alimentare intermedio - potremmo chiamarlo "standard alimentare più ecologico" - che spingerebbe il mercato verso pratiche ambientali più sostenibili della norma attuale e che non richiederebbe limpegno totale per la produzione biologica. Nel mercato esistono già vari standard alimentari, ma nessuno possiede lintegrità e la fiducia da parte del consumatore quanto letichetta "biologico". In effetti la proliferazione degli standard non ha fatto che confondere i consumatori. Un unico standard intermedio accettato da tutta lindustria - nel modo in cui le etichette "eco" vengono usate in altri settori - eliminerebbe tale confusione dando ai consumatori un forte stimolo verso scelte alimentari più sostenibili. Allo stesso tempo darebbe agli agricoltori maggiori incentivi per migliorare le loro pratiche ambientali. Un tale standard dovrebbe essere basato sui cosiddetti Sistemi Agricoli Integrati che sfruttano il meglio delle pratiche convenzionali e biologiche ed integrano agricoltura e pratiche di gestione della terra di ogni fattoria. Chiaramente la definizione di Standard Alimentare più Ecologico avrebbe bisogno di un negoziato dettagliato tra tutti coloro che sono coinvolti nellindustria alimentare: coltivatori, commercianti, consumatori, ONG, governo. Lo standard dovrebbe includere pratiche comuni, per i diversi tipi di agricoltura, seguendo tali punti: *uso agrochimico *cura del suolo *gestione della terra *uso dellacqua e dellenergia *sicurezza alimentare *benessere degli animali Si dovrebbe anche creare un sistema indipendente di verifiche e di denominazione di origine controllata come quello seguito dalla Soil Association (Associazione del Terreno) per i prodotti biologici. Infine, sarebbe desiderabile che tale standard fosse globale come avviene per gli standard ambientali simili riguardanti mare e foreste. Uno standard britannico sarebbe un importante inizio. Inoltre, essendo basato su una transizione sostanziale verso la sostenibilità, cioè con riduzione dei costi esterni e laumento dei benefici esterni, sia i coltivatori che i consumatori ne trarrebbero vantaggio. 3. Uso del sistema delle tasse per incoraggiare unagricoltura più sostenibile Le tasse ambientali impongono ai soggetti inquinanti un risarcimento economico per il danno causato e forniscono incentivi per ridurlo. I prezzi sul mercato per gli inputs ed i prodotti dellagricoltura non riflettono attualmente i costi globali dellagricoltura. Tali tasse ecologiche offrono lopportunità di un "doppio dividendo" tagliando il danno ambientale, particolarmente da fonti non-point di inquinamento e promuovendo il benessere. Le tasse ambientali sono ormai applicate in molti paesi: tasse sui pesticidi in Danimarca, Finlandia, Svezia e molti stati americani; oneri sul concime in Belgio e Paesi Bassi. Per 3 anni il governo si è consultato per la tassa sui pesticidi ma non ha ancora deciso. Tale tassa andrebbe invece introdotta e così pure per altre sostanze agrochimiche che danneggiano lambiente e la salute umana. Uno dei vantaggi delle tasse per lambiente consiste nel poter riciclare le entrate riscosse in sussidi per pratiche a favore dellambiente. In tal modo i problemi ambientali possono essere affrontati da entrambi i lati. Inoltre un uso in tal senso delle imposte accresce la loro accettabilità. Al contempo è chiaro che le le fattorie biologiche e quelle che aggiungono valore e/o vendono direttamente al consumatore producono più occupazione delle fattorie convenzionali. Le piccole aziende rurali al di sotto di una grandezza definita andrebbero incoraggiate nello sforzo di sviluppare attività che creino lavoro ed essere premiate con un regime di riduzione delle tasse. 4. Sviluppo di nuovi mercati per gli effetti collaterali positivi dellagricoltura, in particolare il carbonio Il Protocollo di Kyoto ed il recente Accordo di Bonn hanno stabilito un contesto internazionale per ridurre le emissioni di carbonio e aumentarne i depositi attraverso il principio dei transferimenti finanziari e tecnologici alla gestione della terra. Quando la materia organica viene accumulata nel terreno lagricoltura è in grado di sequestrare il carbonio, e quando la biomassa legnosa di superficie viene usata come deposito permanente o come fonte di energia (biocombustibile) sostituisce i combustibili fossili. Oggi cè un grande interesse internazionale per i sistemi di commercio del carbone. Questi andrebbero sviluppati per fornire nuove opportunità di introiti addizionali alle fattorie, partecipando così alle politiche agricole e a quelle governative riguardanti il cambiamento climatico. I sistemi di accumulazione del carbonio possono anche promuovere altri beni pubblici, quali una migliorata biodiversità e acqua pulita dai bacini imbriferi, e gli esperti di politica possono anche cercare di valutare questi fattori in modo da migliorare il pacchetto di pagamento totale. 5. Creazione di una Royal Commission per lagricoltura e lalimentazione sostenibile Non sarà facile spostare alimentazione ed agricoltura verso un sistema sostenibile. Il Governo ha dichiarato la sua intenzione di creare una Commissione che esamini il futuro del settore agricolo. Non è sufficiente unindagine a breve termine bensì urge una commissione permanente il cui compito sarebbe quello di indicare come possa essere raggiunto lobiettivo "sostenibilità" in campo rurale, agricolo ed alimentare. Tale Commissione potrebbe considerare ad esempio come integrare al meglio la politica abitativa e di sviluppo nelle aree rurali in base ai principi ecologici, e come avere un miglior accesso alla campagna ed una migliore protezione degli habitat importanti. E particolarmente necessario coinvolgere le comunità rurali nei processi di partecipazione per la rigenerazione rurale. Le economie rurali ricevono dei benefici quando gli elementi costitutivi del sistema sono così connessi da contribuire alla creazione del capitale sociale. La commissione potrebbe esaminare in che modo incoraggiare le nuove istituzioni sociali nelle aree rurali, quali i gruppi di contadini, le cooperative della comunità o i consigli comunali. Conclusioni La crisi dellagricoltura si può superare. Gli agricoltori biologici possono impiegare un ampio numero di persone; i mercati agricoli e box schemes promuovere contatti diretti tra consumatori e produttori; si svilupperebbero pratiche responsabili corporative per la gestione della terra ed una attenta protezione di alcuni dei gioielli della biodiversità. Per ottenere tutto ciò è necessario quindi un radicale cambiamento della politica. Non dimentichiamo quel che scrisse Catone nella prima pagina del suo libro: "E quando i nostri antenati volevano lodare una persona di valore, la loro lode era così espressa: Buon marito, buon contadino; era il migliore elogio commemorativo". * Jules Pretty (Professore di Ambiente e Società alla University of Essex, Colchester). E autore di "The Living Land" (1998), "Regenerating Agriculture" (1995), "One Last Agriculture Revolution" (2002), e coautore di "Unwelcome Harvest" (1991) e di "Fertile Land" (1999). Questo articolo è apparso sulla rivista Fabian Society, affiliata del Labour Party ma indipendente editorialmente ed organizzativamente. Il fine del programma della società è quello di esplorare le idee politiche e le riforme che definiranno la politica progressiva del nuovo secolo. Articolo tradotto per VAS dalla Dott.ssa Nicoletta De Cillis |