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Maggio dei Monumenti a Napoli

Il Mare tra le Terre del Fuoco

Le iniziative dei VAS sul tema
Napoli e il Bel-vedere tra il Paradiso e l’Inferno

“Napoli e il Bel-vedere tra il Paradiso e l’Inferno”, vuole mettere in luce i due aspetti della città o per meglio dire, le sue due anime che la distinguono: il sopra e il sotto. Due anime, che si fondano sui quattro elementi naturali quali: acqua, fuoco, terra, aria. Elementi di cui si è, poi, connotata e caratterizzata nei secoli la città, sia nel carattere della stessa popolazione, che negli stili architettonici, cioè il tufo ed il piperno. Due materiali, i quali, nascono dalle eruzioni vulcaniche e che rappresentano gli elementi costanti delle abitazioni. Alcune di queste case, in alcune zone della città quali il Rione Sanità, Quartieri Spagnoli, Posillipo, sono intermente scavate nella massa di tufo. Questo aspetto fa, sembrare Napoli, come attraversata da fremiti infernali, per poi ritrovare sempre la vivida luce solare che solo il sole di Napoli sa proiettare sulle erose pareti dei suoi edifici. Una luce, a tratti anche sibillina, da cui nascono gli aspetti peculiari del carattere del napoletano sempre allegro e gioioso. Ma è anche come la maschera del Pulcinella,
che tra il riso ed il pianto, sa gioire ed pure soffrire. Così come, costituisce un unicum il fatto che, il tufo scavato al di sotto della città per ricavarne le pietre per costruire, assumendola quale pietra locale, conferisce alla città un doppio spirito. Una città al di sotto stesso della città che vive costantemente e si anima. Due mondi costantemente paralleli, composta da una sola energia. Una simbiosi eterna che sa mescolarsi al tutt’uno del divino, attraverso i suoi santi protettori.


Maggio dei Monumenti: Programma di VAS


Primo Fine settimana - 27 Aprile 
tema: “dalla Madre –Terra, la Vita”
Grotta della Gaiola, seguendo il mito di Partenope e di Priapo
Appuntamento ore 10 – Capo di Posillipo – stazionamento ANM

Terzo fine settimana, 10 – 11 Maggio 
Tema : Al-Belvedere – dall’Inferno al Paradiso
Percorso da Piazza Montesanto al Largo S. Martino, attraverso gli antichi Tratturi e i Palazzi spuntatori;
appuntamenti ore 10 Piazza Montesanto adiacenze Cumana

Quarto fine settimana 17 – 18 Maggio 
Tema : Il Mito tra Sacro e Profano
Basilica di S. Gennaro extra-moenia, culla della Chiesa Cristiana di Napoli, con gli affreschi paleocristiani del Vesuvio (Stiamo cerando di organizzare per la prima volta la visita alle catacombe nel percorso della loro formazione da San Gennaro a Capodimonte)
Appuntamenti ore 10 piazzale antistante Ospedale di San Gennaro

Settimo Fine Settimana, 7 – 8 Giugno
Tema : il Mare tra mito e realtà
Isolotto di San Vincenzo e mito di Colapesce
Appuntamenti Ore 10 Giardini del Molosiglio

Visite guidate infotel 0815525466
e-mail segreteria@vascampania.org

Le visite sono guidate dal Prof. Enzo De Pasquale, coordinatore VAS beni culturali per Napoli 

Appunti (prima bozza) per il depliant in fase di realizzazione

Dalla Madre Terra la vita
La cosiddetta grotta della Gaiola è in realtà la galleria aperta in periodo romano per congiungere Napoli ai Campi Flegrei. Alla Gaiola vi sono ancora i resti di un’antica villa Romana, di cui fanno parte alcuni ruderi ed un piccolo anfiteatro. Gaiola deriva dal latino caveola, diminutivo di cavea. Questo luogo, davvero notevole per la suggestività del paesaggio, ha conferito a Napoli la simbologia di città adoratrice, per antonomasia della Dea Madre, cioè la Terra. Da tale adorazione scaturisce il rapporto intrinseco tra la superfice ed il sottosuolo.
Da sempre questo rapporto è stato fonte di vita, facendo assumere quel doppio aspetto tipico di Napoli tra il divino e gli inferi. 

Il Bel-Vedere tra Inferno e Paradiso
I Palazzi Spuntatori, che rappresentano per la Città quasi dei gironi infernali ed una significativa memoria della sua storia abitativa dalle origini ad oggi, attraversano il tufo di cui è composto Napoli.
I Palazzi spuntatori si trovano soprattutto, tra il Corso Vittorio Emanuele, l’antico Corso Maria Carolina, aperto da Ferdinando II di Borbone.
Sotto Ferdinando II la strada arrivò all’angolo del Convento di Santa Lucia ai Monti. I Palazzi si congiungono con i Quartieri Spagnoli fatti costruire da Vicerà don Pedro di Toledo verso ala prima metà del ‘500.
Dal Corso Vittorio Emanuele si arriverà al Belvedere antistante la Certosa di San Martino, salendo l’antica scala cinquecentesca della Pedamentina fatta aprire anch’essa da Don Pedro durante la prima metà del 500, con varianti di percorso attraverso gli antichi tratturi.

Il Mito tra Sacro e Profano
La Basilica di San Gennaro nel contesto del Complesso dell ” Ospedale San Gennaro dei Poveri”, nel Rione Sanità, rappresenta un’entità storico culturale di valore eccezionale non solo per Napoli ma per l’intera Umanità. Esso costituisce testimonianza tra le più significative della diffusione del Cristianesimo ai primordi della Sua storia: il Complesso Cimiteriale delle Catacombe e dei contestuali luoghi di culto nasce almeno dall’inizio del II Secolo; una Tomba di Famiglia ceduta alla crescente Comunità Cristiana che si amplia sempre più e diviene Centro del Cristianesimo a Napoli nella clandestinità e nel nascente potere temporale per quasi il primo millennio.
Nel Complesso vengono deposte le spoglie di S. Agrippino, insigne Vescovo del III Secolo e del Martire S. Gennaro, e dopo essere divenuto Cimitero ufficiale della Chiesa napoletana nel V Secolo, vi sono seppelliti Cesario Console nel 788, il Vescovo Duca Stefano nell’800, ed il Duca Stefano III nell’832. Nel 762-764 Paolo II Vescovo di Napoli nella lotta iconoclastica tiene in questo luogo la sede ufficiale della Chiesa, non potendo entrare, dopo la sua Consacrazione, nella “Città” prevalendo in essa il Partito Bizantino.
Il rapimento delle Reliquie di S. Gennaro nell’831 da parte del Principe Sicone di Benevento porta ad una decadenza come meta di pellegrinaggio, ma il luogo continua fino ad oggi a vivere intensamente le vicende umane, storiche, culturali della Città, nella sofferenza delle tragedie delle pestilenze e delle devastazioni, nella solidarietà verso i poveri ed i bisognosi, nell’arricchimento di valori pittorici ed architettonici…….

Il Mare tra leggenda e mito
L “Isolotto di San Vincenzo” è il luogo dove la regina Sancia di Maiorca fece costruire uno degli ospedali più notevoli e all’avanguesto luogo che nasce il mito di Colapesce. La leggenda vuole che un giovane amava tanto il mare da dimenticare tuto e tutti, anche la propria madre. La madre un giorno scagliò contro Nicolò, questo il nome del giovane, la bestemmia che potesse diventare un pesce e così fu.
La giornata è anche l’occasione per parlare della storia del Porto di Napoli.

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